Un Lecce stratosferico, supportato da quasi 13000 spettatori presenti sugli spalti del “Via del Mare“, batte il Pescara per 2-0, con i gol del solito La Mantia e di capitan Mancosu, e si piazza al secondo posto in classifica, scavalcando il Palermo e agganciando il treno diretto per la promozione in Serie A.
Una partita in cui gli uomini di Liverani hanno dimostrato fin da subito di volerla vincere, andando ad attaccare gli adriatici alla ricerca del gol fin dalle prime battute. Una gara in cui non era facile fare risultato vista la grande voglia di rivalsa che aleggiava tra i tifosi dopo la partita d’ andata e soprattutto dopo il 7-0 contro l’ Ascoli che poteva risultare motivo di appagamento per i giallorossi. Invece no, la squadra è entrata in campo con lo spirito di sempre, più convinta che mai a fare risultato per di più contro una diretta concorrente che ha giocato onestamente, cercando di fare la partita, ma di fronte ha trovato un Lecce indomabile e instancabile, che ha corso tanto e ha raccolto il giusto.
Grande merito va al mister, Fabio Liverani, che ha saputo ancora una volta tenere tutti sulle righe, mantenendo alta la soglia di grande concentrazione e determinazione per ottenere un altro risultato determinante a questo punto della stagione.
Ad oggi, come nelle precedenti partite, nulla è stato fatto e bisogna rimanere concentrati e proseguire sul percorso intrapreso perchè la strada è ancora lunga, ma sicuramente percorrerla tutti insieme, società, giocatori, allenatore e tifosi, rappresenta quanto di più bello ci si potesse aspettare.
Mercoledì a Lecce arriverà il Cosenza, degli ex Braglia e Trinchera, per concludere il mini ciclo di tre partite consecutive in casa e bisognerà mantenere alta la concentrazione per riuscire a scrivere un’ altra pagina di una storia iniziata a fine agosto e che si avvia verso un finale inaspettato, forse dal lieto fine, che spesso lo si può trovare solo nelle belle favole, dove non ci sarà un principe azzurro a liberare una principessa, ma una squadra fatta di innati valori umani e tecnici che con sacrificio ed umiltà sta ridando alla città quella dignità di cui era stata malamente privata.

Danilo Sandalo