Il Taranto sta iniziando a preparare la prossima stagione (inizio a luglio, con il ritiro precampionato?), chiaramente partendo dall’individuazione del tecnico e quindi dalla composizione della rosa , stagione 2020 – 21, in un campionato, quello di serie D che, al netto del Bitonto (dovrebbe transitare in serie C) rivedrebbe ai nastri di partenza, Foggia, Cerignola, Casarano e Taranto (senza tener conto di ulteriori ripescaggi in terza serie, necessari per il completamento del format – originariamente da 60 formazioni, come l’attuale, in quanto un numero consistente di società è a rischio di fallimento o rinuncia alla disputa della serie C), pertanto il club rossoblu valuterà se continuare nel girone H o richiedere l’inserimento in qualche altro girone meno “ingolfato” di “ex teste coronate” e pretendenti al ballo delle “debuttanti” (squadre big) per il salto di qualità, ovvero di categoria.

Superato questo prima aspetto, il quesito che ci si pone da diverse settimane è: chi il traghettatore della stagione 2020 – 21, e quindi colui che dovrà dare le indicazioni per l’apertura del calcio mercato sessione estiva?

Si fanno i primi nomi, chiaramente non confermati, che vedono Cazzarò in pole position per sostituire Panarelli, con altri nomi circolanti da Giacomarro a Feola, da Calabro a Parlato per passare da Rosario Campana , ex Gragnano, abile con i giovani a farsi strada.

Quale però l’identikit del neo tecnico? Un allenatore, sicuramente carismatico che però non subisca troppo la pressione ambientale, un incrocio tra un “sergente di ferro” della vecchia nomenclatura ed un uomo attento alla psicologia, all’equilibrio dello spogliatoio, durante la settimana ed anche la domenica, con idee chiare e che indichi, con precisione, quali gli atleti utili alla causa, ma che possano adattarsi, in pieno, agli schemi e moduli di gioco e ultimi ad arrendersi, sempre proiettati alla ricerca del risultati, quindi attaccati alla maglia e ligi ai dettami tecnici.

Deve soprattutto essere un tecnico intenditore di giovani, teso a valorizzarli e non abbia remore nel lanciarli nella mischia quando necessario, coniugando il giusto mix tra over ed under e soprattutto gran lettore della partita, tale da effettuare i cambi giusti, nei momenti giusti.

Difficilmente potrà sedere sulla panchina ionica, una “scommessa” perché la piazza, chiaramente come la società, si aspetta una stagione di svolta importante per il futuro del club rossoblu, magari concludentesi con un’ambizione o speranza di intravedere un paradiso migliore, ed uscire dagli inferi della quarta serie.

Si è vociferato di alcuni atleti che potrebbero essere riconfermati, quali i due Manzo, Benvenga, Guaita, Genchi ed un numero di under, i migliori quelli che si sono messi in evidenza quest’anno, poi per nuovi arrivi si sono fatti i nomi di Mattera dal Casarano, Aliperta (vecchio palino di mister Panarelli che lo ebbe ad Altamura) attualmente alla Turris.

I nodi centrali sono esclusivamente tre:

a) la punta quella dalla doppia cifra che ci manca dai tempi del primo Genchi, e, precedentemente, dall’epoca di Hernan Molinari;

b) un centrocampista, con funzione quasi di regista che dovrebbe, e potrebbe, dettare i tempi del gioco per orchestrare i giochi d’attacco che il reparto avanzato finalizzerebbe per le punte;

c) il portiere, da anni scelto tra gli under, allo scopo di mettere più qualità e tecnica a centrocampo o in avanti, ruolo questo dell’estremo difensore che ha portato tanti forum in Città, sul caso che si insita su un over piuttosto che under, quindi di maggiore garanzia.

Nomi per i tre ruoli se ne faranno tanti sino all’apertura della sessione estiva, ma da quello che è trapelato dalle svariate interviste al presidente Giove, pur sembrando tutto fermo, in attesa dell’uscita dall’emergenza Coronavirus, in realtà, sotto traccia si sta lavorando, ma una cosa appare chiara.

La prossima stagione non potrà essere di transizione, o meglio di un tranquillo centro classifica con mira massima della zona play off e imbottitura di tanti under in formazione, in quanto, sicuramente, la programmazione, l’ambizione, le speranze sono tese ad altro, al momento il club sta cercando di intuire quando verrà messa la parola fine alla stagione 2019 – 20, poi si partirà subito, con l’organizzazione, per la stagione addivenire, e quindi si riprenderà da dove ci si è interrotti, per evitare, quanto meno, eventuali errori commessi in questa stagione, letali e causanti la caduta delle ambizioni di primato, già nel mese di dicembre.

A tal proposito, un altro quesito fondamentale si pone subito all’orizzonte immediato: chi sarà il direttore sportivo della stagione 2020 – 21?

Confermato alla nostra testata dal presidente Giove che De Santis, non sarà riconfermato, anche per questo incarico delicato, ma importante, si sono fatti una serie di nomi tra i quali, De Liguori è quello più ricorrente.

Un direttore carismatico, che ricorda la famosa promozione in C1, l’ultima sul campo, nel Taranto di Papagni che frequenta sia la D che la serie C, insomma un giovane che conosce bene la piazza ionica e per questo potrebbe assolutamente trovarsi bene ed essere gradito all’ambiente.

Tutto questo però, assieme a quanto sopra esposto, rappresenterà un altro capitolo da scrivere, nelle prossime settimane o meglio nei mesi seguenti, ora bisogna solo attendere.

da:notiziariocalcio.com