La scorsa settimana per i nostri attentissimi lettori avevamo chiesto alla società di uscire allo scoperto, di far capire a tutti i tifosi e seguaci del Taranto quale impronta voleva dare la società di Massimo Giove alla nuova stagione, in un periodo di forti incertezze per il calcio in generale. Dare una prova di esserci.

Questa settimana è stata foriera di tante novità, alcune che hanno fatto piacere alla piazza, altre un po’ meno. La prima, la più importante è legata al progetto tecnico: il Taranto ha incontrato Danilo Pagni, ex DS dell’era Blasi che sembra davvero in procinto di accasarsi in rossoblù. Parlando con il dirigente calabrese ci ha impressionato la lucidità di visione: scegliere una squadra significa scegliere un percorso da fare insieme alla dirigenza, che deve portare a risultati non solo sportivi. Ed essenzialmente è questo che è mancato al Taranto: un percorso abbastanza lungo. Se son rose, fioriranno si dice.

La società le aveva preannunciate un paio di settimane fa ed ecco arrivare a sorpresa, di lunedì pomeriggio, un trittico di novità: il nuovo sito, il nuovo logo e il nuovo addetto stampa. I tifosi si sono scatenati alla vista del nuovo stemma sociale, con pareri fortemente critici (è in corso il nostro sondaggio e le percentuali di voto sono quasi bulgare su oltre 1.200 voti on-line): ma a determinare le sorti di una squadra non c’è il logo, la “forma”, in generale: quello che rende una società forte e affidabile è la “sostanza”. E la gente si aspetta proprio ciò, i risultati, unica medicina per guarire il malato. Sui gusti non si discute, ma se la finalità del “rebranding” della società è un fatto squisitamente di merchandising, sarà proprio questo settore a determinarne il successo.

Apprendiamo con soddisfazione il ritorno in rossoblù del dottor Eligio Galeone nel ruolo di responsabile dell’area comunicazione, una scelta di primo livello. Il buon Eligio è alla sua seconda esperienza con la presidenza Giove: il nostro in bocca al lupo è sincero e siamo certi che la sua professionalità emergerà netta. Nel frattempo il vecchio predecessore, che a dicembre scorso aveva etichettato alcuni suoi colleghi inetti e frustrati, ha salutato l’ambiente su Facebook con un predicozzo in stile Osho. Insomma, diciamo che non è rimasto proprio affezionato all’ambiente.