L’ ultimo atto dell’ appena conclusa stagione di Serie B regala l’ ennesimo colpo di scena consegnando al Carpi il Premio Fair Play e allo Spezia quello Disciplina. Nei due trofei Rispetto istituiti dalla Lega B si tiene conto esclusivamente dei provvedimenti disciplinari adottati dal Giudice sportivo per il comportamento dei tifosi e dei tesserati delle società.
Proprio nel primo dei due premi si concentrano le maggiori riserve riguardo all’assegnazione e all’intera classifica. Senza nulla togliere al Carpi vincitore, và sottolineato che 2 delle prime 3 posizioni sono occupate da squadre che hanno un seguito di tifoserie molto inferiore (o praticamente nullo nel caso degli emiliani) rispetto a quelle che occupano le ultime posizioni, le quali sono rappresentate da città con un cospicuo numero di abitanti, un grande blasone alle spalle e soprattutto il perseguimento di obiettivi sportivi come promozione, lotta salvezza, playoff e playout, che verso fine stagione coinvolgono ulteriormente il numero degli interessati facendolo di conseguenza lievitare. Quindi risulta quasi normale che una società come il Lecce, promossa in Serie A proprio grazie allo sprint finale, e che ha fatto registrare il maggior numero di presenze in casa e in totale tra partite casalinghe e trasferta, piazzandosi per presenze fuori casa solo dietro al Brescia (altra promossa!!!), sia più facilmente esposta a subire sanzioni avendo dalla sua un grandissimo seguito di presenze in un clima di grande entusiasmo visti i risultati. Con questi criteri possono essere facilmente tracciate di inciviltà realtà che oltre a una grande storia calcistica hanno dimostrato di possedere una grandissima maturità,battute finali dello scorso campionato, basti pensare ai tifosi del Foggia che nonostante una situazione societaria disastrosa, hanno seguito la squadra fino all’ultima giornata sostenendola in maniera civile e colorando gli stadi di tutta Italia offrendo uno spettacolo che per questa Serie B è risultato essere un autentico lusso.
Senza polemizzare con nessuno o ergersi a giudice supremo di questa o altre situazioni, dopo aver fatto le dovute riflessioni e analizzato per bene i fatti, ci sentiamo di dire che è evidente che il criterio di assegnazione del punteggio per stilare la classifica è alquanto discutibile proprio in virtù di di quanto detto precedentemente.
L’ unica nota positiva rappresentata da questo episodio è che va a scagionare tutte quelle persone componenti la Lega B che fin dall’inizio del campionato scorso a causa di decisioni a dir poco particolari come la formula a 19 squadre, poi il caso Palermo, i playout annullati e ripristinati, erano stati accusati dall’opinione pubblica di presunta malafede. In quest’ ultimo caso, meno grave degli altri, si denota benissimo che i problemi e le lacune alla base sono ben altri e il fatto che si arrivi costantemente allo sbandamento ne è la prova.
Insomma la linea di menefreghismo ultra secolare già enunciata da Dante nel IV Canto del Purgatorio  in cui il sommo poeta descriveva con i seguenti versi “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!“ sembra prevalere e perdurare nel tempo nel nostro stivale. Senza fine.

Danilo Sandalo