La Puglia come si sa è una delle regioni più belle ed attrattive d’ Italia per quanto riguarda l’ ambito turistico. Una regione che dal Gargano a Leuca propone un viaggio sensoriale immerso nelle bellezze che il paesaggio naturalistico ed architettonico possono offrire. Non a caso da diversi anni a questa parte è divenuta meta ambita di tantissimi turisti stranieri, in particolar modo dagli Stati Uniti, ma anche dalla Russia e dal Giappone.
Alla bellezza paesaggistica si associano però le problematiche tipiche dei territori del Sud Italia, dove la carenza di infrastrutture, la mancanza di lavoro stabile e talvolta anche il menefreghismo dei tanti, non sempre sono da esempio per i più giovani i quali non riescono a guardare al futuro in maniera rosea e sognatrice, proprio come accadeva spesso di fare da bambini guardando magari una partita e sognare un giorno di poter giocare in Serie A.
Rispetto ad altre realtà del Sud dello stivale però la Puglia è una delle regioni che più investe sullo Sport e sulle infrastrutture, in modo da poter creare una forte coesione tra sport, turismo e cultura. E non è un caso se Taranto sia stata scelta come sede dei Giochi del Mediterraneo del 2026.
In virtù di tutto questo ne abbiamo parlato proprio con l’ Assessore Regionale allo Sport, l’ avvocato Raffaele Piemontese, nativo di Foggia che è stato eletto al Consiglio regionale della Puglia il 31 maggio 2015, nelle liste del PD, con 11.418 voti, risultando il candidato più suffragato della provincia di Dauna.

Assessore, innanzitutto grazie per la disponibilità.
Partiamo elencando gli obiettivi raggiunti dal suo Assessorato durante questo mandato e ci indichi se a suo parere sono in linea con i programmi della vigilia.

Prima ancora di stilare l’elenco dei risultati che il mio assessorato ha raggiunto in questi cinque anni di lavoro e affrontare, quindi, la dimensione finanziaria di questa brillante operazione, ho il dovere di ricordare che tipo di rivoluzione è stata compiuta innanzitutto su un piano concettuale.
Inizialmente il nostro contributo è stato quello di avviare un piano strategico di responsabilità sociale: lo sport, che allora non godeva di buona simpatia negli ambienti della politica – per avere un’idea, quando ho cominciato, a luglio del 2015, gestivo un programma con un budget che non arrivava al milione di euro – ha guadagnato in poco tempo interesse e ammirazione perché ho creduto da subito nel potere della pratica sportiva.
Investire sullo sport vuol dire investire sul futuro: è uno strumento di benessere e di prevenzione, nonché un vero e proprio veicolo di aggregazione sociale.

Un passaggio fondamentale che serve per comprendere le dinamiche che contribuiscono al funzionamento del sistema sportivo. Il passo successivo è stato quindi intercettare le esigenze del mondo sportivo locale, coinvolgendo tutti i protagonisti del settore nella definizione delle scelte strategiche.
In tutta Italia dicono che non è mai esistita una programmazione delle politiche sportive così impegnativa, in termini di risorse economiche stanziate e di varietà delle attività sostenute, come quella che ha caratterizzato il quinquennio 2015-2020 della Regione Puglia.
In provincia di Foggia abbiamo destinato ben 12 milioni 553 mila 128 euro che la Regione Puglia a 260 beneficiari pubblici e privati.
Nello scorrere la “geografia” di questi interventi sulla rete degli impianti sportivi solo della Capitanata vi accorgerete che ben 51 Comuni foggiani sui 61 dell’intera provincia hanno ottenuto dei finanziamenti.

27 sono Comuni dei Monti Dauni, area dove è particolarmente importante sostenere certi servizi, tredici Comuni sono del Gargano, quattro dei cinque Comuni dei Reali Siti, tre nell’Alto Tavoliere, Zapponeta e, tra le grandi città, Lucera, San Severo e anche il capoluogo, Foggia.
E poi ci sono gli impianti del privato sociale, per la prima volta finanziati dalla Regione Puglia. In tutto sono 20, in provincia di Foggia, con finanziamenti tra i 97 mila e il tetto massimo dei 100 mila euro ciascuno.
Cinque anni di lavoro per investimenti che hanno interessato progetti, manifestazioni, grandi eventi (gli Europei di Scherma a Foggia nel 2019, il Giro d’Italia sul Gargano e nel 2022 i Mondiali di Orienteering), attrezzature e impiantistica.
Insomma, è stata una scelta politica elaborata sulla base dell’osservazione di quello che lo sport riesce a scatenare in termini di miglioramento degli stili di vita, rendendolo accessibile, divertente e ingrediente di una vita più sana.

Da Assessore regionale allo Sport si è trovato ad affrontare e vivere una situazione che definire insolita è a dir poco un eufemismo, stiamo parlando dell’ emergenza Covid-19. Questa circostanza ha inflitto un duro colpo alla società e di conseguenza anche allo Sport, in particolar modo quello dilettantistico. In che maniera siete intervenuti per favorire la ripresa?

Sappiamo benissimo tutti quanto il movimento sportivo pugliese sia stato pesantemente colpito dall’emergenza COVID-19, per questo motivo abbiamo lanciato insieme al Presidente Michele Emiliano misure specifiche di aiuto a fondo perduto per le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche con l’avviso pubblico “PugliaSport2020”.
331 realtà pugliesi (58 in provincia di Foggia) riceveranno un contributo di 500 euro, altre 600 (91 quelle foggiane) riceveranno un contributo di 1.500 euro, nell’ambito dei complessivi 3 milioni di euro.

Nel 2026 Taranto ospiterà i Giochi del Mediterraneo, un evento di grande prestigio non solo per lo Sport ma per l’intero territorio pugliese, considerando che sono diverse le città chiamate in questione ad ospitare eventi di varie discipline sportive. La Regione, in questo caso, che ruolo ha avuto nel promuovere la candidatura della città ionica e come si sta preparando a questa manifestazione?

Il presidente Michele Emiliano era lì, a Patrasso, in Grecia, il 24 agosto dell’anno scorso, a partecipare ai lavori dell’assemblea generale del Comitato Internazionale e a patrocinare fino all’ultimo miglio la candidatura di Taranto. Il sostegno politico e pratico della Regione Puglia è stato decisivo. Abbiamo mobilitato tutti i campioni dello sport pugliese per inviare un messaggio unitario di sostegno al capoluogo ionico. Quella che si combatte a Taranto è una battaglia storica per trovare un nuovo destino a una grande città, finora schiacciata dai veleni del suo sviluppo industriale. Perciò i Giochi del Mediterraneo sono molto più che un grande evento sportivo.
Senza contare che si muove anche un’economia dietro i grandi eventi sportivi. Oggi c’è chi decide una meta turistica, anche per un soggiorno breve, in funzione della possibilità che ha di fare qualche chilometro in
mountain bike o anche solo una semplice passeggiata per campagne, ma anche di assistere a un evento sportivo. Per capire come siamo riusciti a integrare sport e turismo, abbiamo preso i dati generati dai “device” di tutte le persone che sono state coinvolte in progetti come “Sport in cammino”, “Sentieri di Puglia” e “Puglia palestra a cielo aperto”, e abbiamo costruito una mappa
con le coordinate geografiche di 2.618 punti di interesse tra percorsi pedonali, percorsi misti,
ciclovie e impianti per lo sport all’aperto. Solo per la rete escursionistica presente nel territorio pugliese, abbiamo georeferenziato 1.216 percorsi solo qui in provincia di Foggia, la stragrande maggioranza. Da “Sport in Cammino”, in particolare, abbiamo tratto altri 8 percorsi in provincia di
Foggia: a Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Severo, Vieste e a San Nicandro Garganico.

Per concludere quali sono gli obiettivi futuri che il suo Assessorato si propone per permettere alla Puglia di essere più competitiva sia a livello strutturale che a livello sociale, considerando il fatto che lo Sport rappresenta da sempre uno degli alleati più forti e più sani con cui combattere piaghe sociali soprattutto tra i più giovani?

Innanzitutto tutte le iniziative progettuali strategiche, le manifestazioni e gli eventi sportivi hanno innescato un fenomeno di richiamo di un notevole flusso di turisti. Muovendo di conseguenza l’economia, come è successo lo scorso anno a Foggia per i Campionati Europei Cadetti e Giovani di Scherma: un’opportunità di marketing per il territorio che ha mosso numeri da record con la partecipazione di 43 delegazioni, 1250 atleti e 50 arbitri, più tecnici e accompagnatori. Questo è quello che si chiama turismo sportivo.
E poi non possiamo dimenticare la collaborazione con il CONI e il Comitato Paralimpico e l’acquisto di attrezzature tecnico-sportive e i contributi agli atleti paralimpici.
Io concepisco l’attività motoria come leva per la prevenzione sanitaria: ecco perché il vero intervento è ritenuto innovativo perché mirato al miglioramento dello stile di vita e del benessere della popolazione. Gli interventi che vedono lo sport e i corretti stili di vita come leve per la prevenzione, hanno ricadute proprio in termini di risparmio della spesa sanitaria, nel medio e lungo termine.
Devo citare i progetti ‘Sport in Cammino’, ‘Sentieri di Puglia’ e ‘Puglia palestra a cielo aperto’: iniziative aventi come finalità la promozione dell’attività motoria giornaliera, a piedi o in bici e, più in generale, della pratica sportiva nei centri urbani e nelle zone verdi del territorio.

Danilo Sandalo