Leo Guaita, che è stato il primo calciatore riconfermato dal Taranto per questa nuova stagione, ha parlato ai microfoni ufficiali del club dando le sue impressioni sul ritiro e sul gruppo che si sta formando.

Come va il ritiro?
Bene. Pensavo di trovare gente meno pronta visto il virus che ci ha colpito tutti, invece mi sono meravigliato di vedere tutti i miei compagni pronti e professionali.
Penso che siamo più avanti rispetto ad altre squadre, ma dobbiamo pensare a noi e sono contento di come stanno andando le cose.

Come ti stai inserendo negli schemi di gioco del mister?

Sicuramente questo modulo mi permette di essere offensivo e questo mi fa piacere, a prescindere da questo però credo che nell’arco del campionato bisogna essere abbastanza duttili perché magari in alcune partite c’è bisogno di difendere più che attaccare. Più giocatori di questo tipo ci sono meglio è.

Che gruppo si sta formando?

Un gruppo molto buono. Fuori dal campo ognuno di noi ha una propria personalità, ma avere nello spogliatoio tutti lo stesso obiettivo e la stessa mentalità è davvero importante.
È da tanto tempo che non facevo parte di uno spogliatoio fatto da giocatori che pensano prima all’obiettivo comune che a quello personale.

Che obiettivi hai per quest’anno?

Fare bene, c’è un obiettivo prefissato e lo condividiamo tutti. Anche i più giovani hanno voglia di far bene collettivamente e non solo singolarmente e questa è una cosa fantastica.

Che differenze ci sono tra il calcio argentino e quello italiano?

Ci sono molte differenze; il calcio argentino è più offensivo, si pensa prima ad attaccare e a creare e poi a difendere.
Ultimamente la mentalità sta un pò cambiando ma solitamente i grandi giocatori Argentini sono gli attaccanti.
In Italia invece si pensa prima a difendere e poi attaccare.

Quanto pesa la maglia rossoblù?

È un grande peso ma è anche bello. È stato difficile andare via da Potenza e prima di venire a Taranto con il procuratore abbiamo parlato di altre offerte dalla Serie C. Ho deciso però di venire qui e rischiare perché la vittoria del campionato a Taranto rimarrebbe indelebile nelle carriere di tutti noi.