Molfetta Calcio, bilancio dell’anno appena trascorso attraverso le parole del DG Bufi

“Abbiamo qualità tecniche e organizzative, oltre a cultura sportiva e tifoseria. Possiamo farcela…”

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L’anno 2019 si è appena concluso ed è tempo di bilanci in casa molfettese.Dopo aver concluso la scorsa stagione all’ottavo posto, quest’anno i biancorossi sono sempre stati nelle posizioni di vertice e hanno chiuso il girone di andata al comando della classifica di Eccellenza pugliese. Un risultato parziale, certo, ma importante e di buon auspico per il proseguo del campionato (prossimo impegno in programma domenica 5 gennaio con il San Severo in casa).“Avevamo in programma di fare un campionato importante con l’obiettivo dichiarato di essere tra le prime cinque il prossimo aprile. Non ci aspettavamo onestamente di essere al primo posto a questo punto della stagione”.
Esordisce così il DG biancorosso Saverio Bufi nel commentare questa prima parte di stagione (sono state disputate 16 partite sulle 30 in programma) e aggiunge: “Siamo primi perché abbiamo costruito un bellissimo modo di lavorare, siamo perfettamente in sintonia tra di noi in società- anche se questo c’è sempre stato- e perché abbiamo migliorato l’organizzazione. Quest’anno, inoltre, abbiamo puntato tanto sulla squadra femminile, abbiamo rafforzato il rapporto con l’amministrazione comunale e incrementato ancor di più numeri e qualità del settore giovanile. Con lo staff tecnico inoltre siamo partiti molto presto: già dallo scorso febbraio scorso abbiamo individuato in Bartoli l’uomo giusto per questa stagione gettando già le basi per questo campionato. Renato si sta dimostrando un allenatore vincente in quanto ha sempre nell’obiettivo il risultato. È attento ai dettagli e questo ha dato un valore importante a tutto”.
Sul tifo e sul supporto della città“Abbiamo creato tanto anche in città. Da tempo cerchiamo di costruire un rapporto con il territorio e i frutti ora si vedono anche se potremmo fare ancora molto di più. La cosa bella di quest’anno è che si sta parlando del Molfetta come di un esempio positivo che coinvolge ed è virtuoso in termini di attaccamento alla maglia della propria città, di campanilismo nell’accezione positiva del termine, di amore per il proprio territorio. Un sentimento dimostrato anche dai giocatori che, per certi versi, stanno dando anche quel qualcosa in più perché innamorati sempre di più della città, della nostra tradizione calcistica e della nostra passione sportiva”.
Sul futuro“A questo punto non possiamo tirarci indietro: dobbiamo mirare a vincere. Credo che l’unica quadra che possa davvero lottare per la vittoria finale sino in fondo sia il Corato che è una corazzata dal punto di vista tecnico. Lo siamo anche noi, non ci nascondiamo, ci sentiamo forti anche dal punto di vista societario, organizzativo, della tifoseria e della tradizione sportiva. Per arrivare all’obiettivo finale dobbiamo comunque affrontare con umiltà ogni prossima partita. Dobbiamo ragionare partita per partita. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Sarebbe per noi un risultato storico e per l’intera città. Crediamoci!
Dario Ruta