Team Altamura, il presidenca Calia: “Non ha senso pensare di tornare in campo”

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Fatto (ahinoi) il Coronavirus, bisognava fare anche gli altamurani. La città di Altamura – tra le più colpite dalla pandemia dell’area metropolitana di Bari – non si è comunque persa d’animo, cercando di rispondere (e rialzarsi) attraverso le sue armi migliori. Tra queste spicca in primo piano lo sport cittadino, grazie alla Team Altamura.

Il club biancorosso, attraverso i suoi canali social, ha infatti promosso la consegna dei beni di prima necessità per le famiglie bisognose nei centri di raccolta di San Giovanni Bosco, San Lorenzo, Saero Cuore, Sant’Agostino e San Michele. Ma non solo: è infatti possibile la partecipazione con un contributo libero alla raccolta fondi per consentire l’acquisto di buoni spesa (codice IBAN per le donazioni IT46 B053 8541 3340 0000 0000 760). «Il nostro impegno – si legge nella nota societaria – non si ferma e continueremo uniti ai nostri amici, dirigenti, sponsor, tifosi e donatori. Vogliamo rifornire il più possibile e fino alla fine dell’emergenza. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, unitevi a noi. Facciamolo per la nostra città». Perchè a volte è soprattutto con la solidarietà che si può andare in gol. L’avversario da affrontare è ostico, la partita decisiva: si può vincere solo di squadra.

L’iniziativa è caldamente sostenuta e meglio illustrata dal presidente biancorosso Michele Calia: «È nata – dice – dall’ultimo Dpcm del presidente Conte. Abbiamo usato i fondi offerti ai vari comuni per aiutare le famiglie bisognose. Ci sentivamo in dovere di aiutare tante persone. Un grazie va ai soci ed a tutti i nostri sponsor, c’è stata una risposta incredibile da parte di tutti. Stiamo offrendo e distribuendo beni di prima necessità. Il tutto viene smistato in vari punti di raccolta. Notevole, per una città grande come Altamura. Noi rappresentiamo questa realtà a livello calcistico, dovevamo dare un segnale. La speranza, ovviamente, è quella di tornare al più presto alla normalità».

Impossibile, malgrado tutto, ignorare il calcio. L’incertezza è totale, non potrebbe essere altrimenti. Gli uomini guidati da mister Monticciolo erano impegnati nella lotta-salvezza, nel sempre ostico e competitivo girone H del campionato di Serie D. Ma la voglia (e soprattutto la possibilità) di tornare in campo deve essere forzatamente accantonata. Facile immaginare il senso di smarrimento ed un morale sotto i tacchi per Gambuzza e compagni: «Sono spesso in contatto con l’allenatore, cosi come coi calciatori. Da casa – prosegue – tutti stanno cercando di fare il massimo, ma la principale priorità al momento è quella di salvare le nostre aziende. Certo, è bene farsi trovare pronti nel caso di un’eventuale ripresa. Tutto l’ambiente è naturalmente disorientato, ciò dipende dallo stato d’incertezza attuale. Nessuno sa davvero cos’altro potrà accadere. Allo stato attuale direi che pensare al calcio giocato, e quindi proseguire l’attività sul campo, non avrebbe alcun senso. Lo sport va in secondo piano». Per tornare a riempire gli spalti del “Tonino D’Angelo” ci vorrà ancora un bel po’ di tempo, con buona pace di tutti.