È un giro d’Italia senza bici, ma con il pallone. Non si corre sulla strada ma negli stadi. Qui gli spalti si colorano con le sciarpe della squadra del cuore. In campo, come un tatuaggio sulla pelle, la maglia corre orgogliosa di portare su di sé i colori della provincia del nostro Belpaese.
Emozioni per grandi e piccini. Si chiamano play-off, nacquero 27 anni fa e assomigliano a un viaggio in treno che prevede soste in tutte le città dei club partecipanti. In questo 2019, sono state 28 le tappe previste: Piacenza, Pisa, Arezzo, Vercelli, Siena, Carrara, Busto Arsizio (VA), NovaraAlessandriaTriesteImola (BO)Salò (BS)MonzaBolzanoRavennaVicenzaSan Benedetto del Tronto (AP) e Fermo (AN). E, ancora, si corre sulle rotaie per arrivare a TrapaniCatanzaroCataniaPotenzaFrancavilla (BR)ReggioCalabriaMonopoli (BA)CasertaRende (CS) e Viterbo. La destinazione finale, da raggiungere il 16 giugno, ha un cartello ben in evidenza: due posti per la Serie B. Non si scende, come dalla carrozza, ma si sale verso il campionato cadetto.
I play-off sono come un libro da sfogliare: ogni pagina è intrisa di inchiostro e gesta, lacrime di gioia o di tristezza se non c’è il lieto fine, ma alla chiusura del sipario c’è la consapevolezza di dire: «Io c’ero».
O, ancora, sono come la favola che un nonno può raccontare al nipotino, che ascolta mentre con il piede accarezza il pallone. «Quando in giro per l’Italia presento la mia biografia e mi chiedono qual è la vittoria più bella della mia lunga carriera da allenatore non esito a rispondere che, se il trionfo in Coppa Uefa con l’Inter è stato il momento più alto, il successo nel campionato di C2 con la Carrarese nella stagione 1991-92 è quello a cui sono più affezionato». Gli occhi di Gigi Simoni, in passato alla guida di squadre come LazioNapoliInterPiacenzaTorinoCSKA Sofia in Bulgaria, si illuminano mentre ripercorre le sue tappe. «Non si può scordare – continua – neanche quello del 2010 da direttore tecnico del Gubbio con i play-off di Seconda Divisione, che mi hanno dato una carica e un entusiasmo indescrivibile».
A questo punto, l’interesse del nipotino sarebbe davvero alto: «Cosa sono davvero i play-off?», chiederebbe. «Per chi allena e per chi scende in campo – risponderebbe mister Simoni – sono passione, sfida, speranza, entusiasmo e voglia di abbracciare la squadra che ti ha permesso di realizzare un sogno».
«E come si fa a vincerli?», continuerebbe il bambino.
«Non c’è una formula magica, un segreto recondito, una ricetta infallibile per vincere le sfide che valgono una stagione. Nei momenti di difficoltà serve unità d’intenti nello spogliatoio. E tanta positività. La mia esperienza a Gubbio ne è un esempio. Quando hai una squadra giovane che si integra con tre o quattro giocatori esperti, grazie al lavoro, all’amicizia e seguendo con umiltà e rispetto lo staff tecnico, si taglia il traguardo. In quell’occasione riuscimmo a conquistare i play-off, trascinando un’intera comunità e ribaltando i favori del pronostico, e a ottenere un’insperata promozione in C1».
Si scende in campo l’8, 9, 15 e 16 giugno lo spettacolo delle final four.