Stiamo parlando di carte bollate e tribunali ma è un con una terminologia calcistica che si può riassumere al meglio un quadro che vede l’Audace Cerignola più in C che in D. Tre sono i ricorsi vinti dal club gialloblù al collegio di garanzia del CONI, i due di lunedì uniti a quello del 25 luglio.

A questo aggiungiamo la motivazione dell’accoglimento dei due ricorsi discussi tra venerdì e lunedì e possiamo segnare 4 punti a favore di un ripescaggio che a questo punto sembra non essere poi così impensabile.

C’era molta attesa di conoscere le motivazioni che hanno spinto la corte presieduta dal professor Raffaele Squitieri ad accogliere il ricorso del Cerignola anche perchè ad esse il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli aveva affidato tutte le valutazioni sul possibile ulteriore ricorso di Lega e Figc da inoltrare al TAR. Il collegio ha ritenuto che l’omologazione concessa al terreno di gioco del “Monterisi” dalla LND, propedeutica a ottenere in un secondo momento la necessaria certificazione FIFA pro fosse sufficiente per il ripescaggio, nonostante sia solo il primo atto autorizzativo richiesto dalla FIGC.

Queste motivazioni sconfessano le tesi di Ghirelli e della federazione le quali però parrebbero comunque intenzionate a rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per ottenere la sospensione della decisione del CONI riviandola a settembre evitando così l’annullamento dei calendari ed il ripescaggio del Cerignola con conseguente format a 61 della C. La decisione del TAR cui il ricorso dovrebbe essere inoltrato in queste ore arriverà entro il fine settimana: se il tribunale amministrativo rigetterà le tesi di FIGC e Lega Pro, il Cerignola sarà in serie C.