Nella splendida cornice di Piazza San Giorgio a Matino, ieri sera il sodalizio guidato dalla presidentessa Cristina Costantino si è presentato ai tifosi e alla città con un evento in grande stile denominato “Notte Bianco Azzurra“. A presentarlo vi erano il giornalista Pasquale Mazzotta e Chiara Marsano che hanno intrattenuto la serata con ricordi e aneddoti riguardanti il calcio matinese. Il tutto intervallato dalle splendide note di Rino Gaetano.
Un’ organizzazione impeccabile per una società che vuole far bene e che viene additata da molti addetti ai lavori come una delle favorite (insieme al Racale), eppure la cittadinanza matinese si è dimostrata un pò “timida” per quanto riguarda l’ affluenza. I motivi di tutto ciò non possiamo certo conoscerli, però un pò di calore in più questa squadra lo merita.
Domenica inizierà il Campionato di Promozione ed il Matino del “comandanteBranà farà visita al Taurisano del neo tecnico Rocco Stifani. A Branà, che è un ex della partita, spetta l’ arduo compito di infiammare una piazza che forse con le temperature settembrine è già in procinto di andare in letargo.
Di seguito l’ intervista realizzata proprio con l’ allenatore della Virtus, Giuseppe Branà.

L’attesa è finita: domenica si riparte contro il Taurisano, una big del calcio dilettantistico che tu conosci molto bene essendo un ex della gara. Che sensazioni hai per questo esordio?

Il Taurisano è una buona squadra, giovane come la nostra e con ottime individualità come Botrugno ed Elia che ho allenato. E’ una partita in cui bisogna subito rompere il ghiaccio e mi aspetto una partita maschia cercando di imporre il nostro gioco avendo le caratteristiche per poterlo fare.

A Matino c’è grande entusiasmo e grandi aspettative, sono arrivati giocatori nuovi e di categoria superiore. Che modulo adotterai sul campo?

Tutti sanno che a me piace il 4-4-2 e sicuramente giocheremo così, anche perchè ho costruito la mia piccola carriera con questo modulo. Abbiamo costruito una squadra con gente motivata, affamata e che vuole mettersi in mostra, mentre i grandi sono dei professionisti che vivono di calcio e che metteràil cuore ogni partita.

B come Branà e come Barcellona. Con le dovute proporzioni ci possono essere delle similitudini con i blugrana?

(ride) Non credo tatticamente…io preferisco di più il calcio inglese, loro usano il tiki-taka mentre io preferisco il calcio verticale. Il tiki-taka talvolta è anche noioso perchè fa prendere sonno.
Se invece prendiamo l’ esempio sociale della Catalogna e lo spirito con cui il Barcellona porta avanti quest’ idea per mezzo del suo gioco, allora potrei dire di si perchè una delle cose che cerco di trasmettere ai miei giocatori è quanto sia importante la maglia per cui giocano e il paese che rappresentano.

Da molti addetti ai lavori siete considerati come la squadra da battere insieme al Racale. Per ultimo in questi termini si è espresso il DS dell’Ostuni. Può essere un motivo di vanto o un’insidia dalla quale stare molto attenti?

Essere tra i favoriti fa piacere, ma sarà il campo a dover parlare. L’ umiltà deve essere alla base dei successi. Le vittorie non arrivano solo con i nomi.

Il calcio oggi è molto cambiato rispetto al passato e a quando giocavi tu. Come vivi e gestisci questa situazione oggi?

Da quando giocavo io il calcio è cambiato, soprattutto nello spirito di sacrificio da parte dei ragazzi che non hanno più quella fame di arrivare a giocare in prima squadra. Purtroppo i social hanno preso il sopravvento, ma tornerei volentieri agli anni 90 quando si respirava un calcio più pulito. Parlando di calcio giocato invece la differenza sta nel fatto che oggi si pratica un calcio molto più fisico e meno tecnico rispetto al passato.

Matino, nonostante l’entusiasmo e le promozioni ottenute negli ultimi anni, vive un periodo di transizione dovuto ai lavori di ristrutturazione dello stadio comunale. Quanto Credi possa influire questa situazione?

E’ vero ma cercheremo di portare al nostro seguito quanta più gente possibile con i risultati. 

Per finire, parliamo delle salentine nei vari campionati. Il Lecce non è partito con il piede giusto. Si salverà? Mentre dalla Serie D in giù come credi si comporteranno le salentine e chi vincerà il rispettivo campionato?

Il Lecce è partito male ma il campionato è lungo e difficile e spero che si possa rialzare. La squadra la ritengo buona e credo che ce la possa fare. Il Casarano farà un campionato di vertice, il mio Nardò spero che si salvi e già domani faccia risultato. In Eccellenza vincerà il Corato, mentre Deghi, Ugento, Gallipoli e Otranto si salveranno senza dubbio.
Inoltre mi auguro che il Tricase, una piazza a cui sono particolarmente affezionato, possa ritornare quanto prima nel calcio che conta e che si possa risolvere al meglio la situazione. 

In bocca al lupo mister “comandante” Branà.

Viva il lupo!

Danilo Sandalo