Nuova Spinazzola, onore al Manfredonia

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Bisogna saper vincere nel calcio. Ed il Manfredonia è una squadra che sa come si fa. O meglio, ha giocatori capaci di leggere la scelta migliore quando capita il momento opportuno per avere la meglio su qualsiasi avversario. E sono sicuro che al termine del girone di andata saranno i bianco celesti ad essere in vetta alla classifica. All’Alen Fasciano questo pomeriggio è andata in scena una gara ‘contratta’ in cui le emozioni centellinate si sono concentrate per lo più nelle palle finite aldilà delle linee di porta. Riferimento quest’ultimo che provocatoriamente vuole mettere in risalto quello che è accaduto sul gol dell’1-1 di Abrizio che pareggiava i conti appena 5 minuti dopo il bel vantaggio dei biancoblu firmato Zocco-Ariani. Gol che non concede tutte le certezze sulla validità decisa dal giudice di linea, anche se le stesse immagini non chiariscono cosa sia effettivamente accaduto. Pareggio precocemente seguito dal vantaggio manfredoniano che con capitan Trotta si portava sul 1-2 che diveniva il definitivo 1-3 al 56′ grazie ad una conclusione di Mastropasqua dal limite dell’area. Un Manfredonia che dire cinico è più che azzeccato, capace di rischiare il minimo indispensabile dalle parti del proprio estremo difensore e che con i tre sigilli di oggi consolida la media di 4 gol per partita giocata. Venti reti in cinque partite. Una squadra che la scorsa stagione in prima categoria ne siglò 130 in 30 gare.
E la differenza oggi è stata per lo più li davanti. Perché le difese hanno fatto (quasi pienamente) il loro dovere sino al termine, nonostante su tutti e quattro i gol, c’è stata qualche piccola disattenzione e rivedendo le immagini capiremo il perché. Ma in attacco il Manfredonia ha concretizzato meglio quel poco costruito, grazie alle dovute distanze (più corte) che hanno permesso a chi di dovere di concludere con efficacia verso i tre pali di Lagreca, che ha davvero ricevuto quattro tiri, di cui come facile dedurre, tre terminati oltre la linea bianca (anche il primo?) e l’altro sul palo. Spinazzola che oltre al gol del vantaggio di Ariani, costruisce un’altra opportunità con Pensa, che trova il numero 1 avversario che gli blocca a terra la conclusione dal limite e con lo stesso numero 1 ospite che nel secondo tempo respinge prima una calcio di punizione battuto da Difrancesco, poi un sinistro angolato di Gilfone entrato al 25 della ripresa e prima ancora si salvava su una conclusione insidiosissima di Ariani finita di poco dal palo opposto che con 30-40 cm più in qua sarebbe significato quel 2-2 che invece poco dopo si è arreso al 3-1 degli ospiti. Ma nel complesso una gara abbastanza equilibrata, in cui lo Spinazzola avrebbe forse dovuto rischiare qualcosina in più nel gioco palla, nonostante gli spazi sembravano ancora più ristretti del solito nel rettangolo non ‘regolare’ del Fasciano. Cosa che aveva invece cominciato a fare più che bene da inizio ripresa fino all’11 minuto, quando arrivava il gol di Mastropasqua su cui Lagreca ci arrivava ma non quanto necessario, rendendo quasi impossibile una rimonta che oltretutto avrebbe necessitato di un pizzico e mezzo di fortuna che non c’è stata. Ma come si dice da un po’ di secoli a questa parte, la fortuna aiuta gli audaci. Ed il Manfredonia visto oggi a Spinazzola, quell’audacia l’ha dimostrata e come.