Presente e futuro nelle parole del Presidente della Sezione Arbitri di Bari

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Nicola Favia,41 anni, di professione Avvocato, è al secondo mandato consecutivo alla guida della Sezione Arbitri di Bari. Una vocazione arbitrale nata in età giovanile e mai sopita, anzi, con il passare degli anni rafforzata dal suo impegno verso i giovani, che “spinge” a migliorare con ” un percorso di crescita umana e arbitrale”, come lo stesso presidente ha confermato in esclusiva a Calciowebpuglia :

” Sicuramente l’aspetto umano viene prima dell’aspetto tecnico. L’aspetto umano è importante perchè noi diciamo sempre che bisogna formare prima gli uomini, le donne e poi  gli arbitri. L’essere un buon arbitro penso chè sia un complemento per essere una persona onesta, di essere uomo o donna a 360 gradi. Non possiamo avere persone che abbiano le sembianze di  Dr. Jekyll e Mister Hyde, ogni soggetto deve avere una propria personalità , deve essere retto e corretto sia che indossi una divisa sia che indossi gli abiti di tutti i giorni”.

– Fra qualche mese, la sezione di Bari festeggerà i suoi 91 anni di vita, devo dedurre che è in buona salute.

” lo stato di salute della sezione di Bari credo che in questo momento sia buono. I ragazzi hanno ripreso a piento ritmo tutte le attività.Abbiamo concluso tutti i raduni precampionato, l’ultimo quello per gli arbitri a disposizione dell’Organo tecnico periferico, che chiaramente gestiamo direttamente.I primi segnali sono incoraggianti, il cammino è ancora lungo, ma siamo fiduciosi per il  prosieguo  della stagione”.

– Ma quali sono i compiti principali di una sezione arbitrale ?

” i compiti della sezione di Bari come d’altronde delle altre consorelle sono quellI di assicurare una vita associativa a tutti gli iscritti. La nostra sezione consta di circa 450 associati e ci stiamo preparando ad organizzare un nuovo corso arbitrale che dovrebbe partire in questi giorni. Inoltre abbiamo il compito di gestire, su delega del comitato regionale arbitri, le designazioni di tutte le partite  dal settore giovanile sino alla seconda categoria. E’ una sezione aperta praticamente tutti i gorni per far fronte a parecchie attività che vanno dal calcio a undici, al calcio a cinque, per finire a beach soccer dove vi è un arbitro internazionale, Saverio Bottalico”.

Nei massimi campionati di calcio, dopo il “pensionamento” di Luigi Nasca e a parte l’assistente di B, Domenico Palermo, la sezione di Bari non è rappresentata come in passato, perchè ?

” Intanto Il nostro Gigi Nasca è rimasto nei ranghi nel ruolo di Var Prof. a disposizione di Nicola Rizzoli. Certamente la carta d’identità qui a Bari, ci ha reso uno “sgambetto” nel senso che, a parte, i già citati Nasca e Palermo, non abbiamo in serie A e B nostri rappresentanti. In serie C, invece, abbiamo una  folta schiera di ragazzi come arbitri e come assistenti che ci fanno ben sperare per il futuro. Nelllo stesso tempo non tralascerei di parlare di calcio a 5 dove a livello di serie A e B la nostra sezione vanta sette  unità tra cui una donna, Antonella Maglietta. La sezione di Bari è la più rappresentata in Italia come calcio a 5″.

– In questi ultimi tempi si sta parlando molto dell’arbitro donna.

” La sezione di Bari crede fermamente nei fatti all’arbitro donna che personalmente non vedo come un effetto scenografico. Sono idee un pò pacchiane quelli che vedono le donne arbitro come elemento di coreografia. Infatti anche grazie al Cra Puglia, in modo particolare  al Presidente, Nicola Ayroldi, si sta portando avanti la politica dell’arbitro donna. Abbiamo Cristina Laraspata in Eccellenza, Giulia Montrone e Giorgia Cacciapaglia in Promozione. Sono le  tre uniche pugliesi che figurano in un organico regionale ai massi livelli, senza tralasciare Dominga Paparella che già arbitra in prima categoria”.

Fra pochi giorni, ricorre l’anniversario della morte di un vostro associato, Antonello Giordano. Una morte che vi ha segnato parecchio.

” La morte di Antonello è una ferita ancora aperta.Un momento triste che ricorderemo per sempre. Oserei dire è il momento più brutto della mia carriera arbitrale, che avrei voluto tanto non vivere. Antonello è  ancora vivo  nel ricordo di ciascuno di noi, lo facciamo attraverso una serie di manifestazioni, attraverso una sinergia e un rapporto costante con la sua famiglia, con la mamma Dina, con il papà Lucio e con il fratello Daniele.Intendiamo tenerlo vivo questo ricordo,ma non solo per quello che era, ma sopratutto per quello che Antonello è ancora.  Il suo sorriso, la sua positività  devono esserc   edi esempio per tutti questi ragazzi ,che popolano giornalmente la sezione e di questo ne vado fiero e orgoglioso”.

Mimmo De Gregorio