Trani – Clamoroso, sconcertante quello che nella notte è accaduto. Danilo Quarto, presidente o meglio, lo è da poche ore, ex presidente, con un post pubblicato sulla propria pagina social “Facebook”, annunciava la chiusura definitiva al progetto Unite Sly Trani.

La nota o il post, prontamente eliminato poco dopo dalla sua pubblicazione, forse dallo stesso Quarto, preso atto che dal suo gesto, inaspettato, molto probabilmente avrebbe scaturito le “indignazioni” alle delusioni che nell’atto in se, nei modi e termini in cui avveniva non sarebbe stato facilmente digerito a chi lo aveva supportato.

Il post, in verità non molto chiaro (ndr), lascia a interpretazioni nel suo contenuto, in gran parte forviante o contrastante. Motivizioni addotte grottesche, le stesse che invece in precedenza lo stesso ex presidente rilasciava, quasi ogni giorno a mezzo stampa, Tv, interviste web e comunicati dal contenuto entusiastici per l’andamento e su come la città e i propri tifosi stessero rispondendo.

Il contenuto delle nota, nebulosa ed a tratti troppo poco chiara, focalizza su una decisione, presanquasi “forzatamente” dopo una più attenta riflessione durata settimane. Una serie di vicissitudini (molte di esse, extra calcistiche) al quante oscure a molti e tra le più svariante: dalla difficoltà economica legate alle sue attività lavorative,  riconducibili al Covid-19, alla mancanza degli affetti familiari (donna, cani e quant’altro), nonchè – a suo dichiarare – stanco di essere lo zio Paperone, dal quale più persone avrebbero giovato.

Ma nel menù delle “scusanti” non poteva essere risparmiata anche la Città di Trani ed i tifosi dalla quale, ricordiamo, in prima battuta, elogiate ed esaltate sia per via di risultati raggiunti per poi ridimensionarli,  puntando il dito contro agli stessi tifosi su cosa si sarebbe aspettato ma non avrebbe ricevuto in cambio.  

Lo “sfogo” prosegue spostando l’attenzione sul capitolo abbonati. “Il mio personale sogno“, raggiungere 3000 abbonamenti traguardo raggiunto dal Messina, ricordiamo però(ndr), in alcuni post dai lui stesso pubblicati, eliminati anch’essi,  l’entusiasmo per il raggiungimento di quota 400 tessere, in poco più di due settimane dal lancio della campagna abbonamento, numero ribassato a quasi 300;  – prosegue tra le righe – sponsor, al di sotto delle aspettative, ma ricordiamo ai meno avvezzi alla memoria, fu lo stesso Quarto più volte a sottolineare come il suo progetto nasceva, prendeva piede e sarebbe andato avanti con le proprie forze, indipendentemente ad eventuali  “aiuti”,  ma esclusivamente congiunto ad una visione di marketing e legato al prestigio che gode la “Città di Trani” riconosciuta in tutta Italia.

Non tralascia nemmeno l’amministrazione comunale, rea secondo lo stesso imprenditore Quarto di essere alquanto assente, a suo dire, da non avergli mai consentito , «di metter piede al campo».

Alla luce di quanto appreso e in mancanza di un vero e proprio comunicato stampa ufficiale, ci atteniamo al post nel quale lasciava presagire, la restituzione dei soldi per tutti coloro i quali avessero sottoscritto un abbonamento a prescindere il settore oltre a ritenere liberi da ogni vincolo contrattuale sottoscritto i calciatori, lasciandoli liberi di potersi accasare per la prossima stagione calcistica 2020/21 con un’altra società.

Purtroppo alla luce di quanto accaduto non possiamo prevedere il finale di una vicenda che ad inizio competizione lascia un’unica certezza: non vincerà mai chi in eleganza e rispetto arriva, quarto.

ENZO CHICCO