Nicola Canonico, presidente del Bisceglie, intervenuto ai microfoni di Antenna Sud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha affermato:

“Il Bisceglie si schiera con la gran parte delle altre società, a tutela della salute dei suoi calciatori, che deve venire prima di tutto il resto. Il calcio è uno sport fatto di contatti, mantenere la distanza di un metro è una misura difficilmente applicabile. Se si ricominciasse, un caso di Coronavirus a un calciatore costringerebbe alla quarantena l’intera sua squadra e l’intera squadra avversaria. Sono le condizioni sanitarie a non permetterci di riprendere a giocare, i dati sono migliorati ma c’è poco da sorridere. Parlare di calcio, con tutti questi morti, è faticoso. La maggior parte dei nostri calciatori è rimasta a Bisceglie, a pochi altri abbiamo dato l’autorizzazione di far ritorno a casa per ragioni oggettive. Importante salvare innanzitutto la prossima stagione. I campionati vanno ultimati per poter emettere verdetti, tre anni fa salimmo dalla D alla C ma a otto giornate dalla fine eravamo a -10 dal Trastevere”.