I punti di forza della squadra di Ninni Corda dopo sei giornate. Gioco da ricercare ancora ma tante cose positive

Dopo le prime 6 giornate del campionato di Serie D l’analisi della situazione rossonera è fattibile, ma deve tener conto del ritardo nella partenza della squadra, tra inizio ad handicap della società e mercato in entrata aperto fino alle scorse ore.

Alzi la mano chi, al 9 ottobre, avrebbe mai immaginato di trovare il Foggia in testa alla classifica.

Ebbene, un punto di forza è proprio questo. Paura di nessuno e carattere forte in pieno stile Corda. Il tecnico rossonero ha saputo dare agli undici in campo la propria immagine combattiva. Nessuna resa fino alla fine e il gol al 95esimo di Tortori al Taranto, la rimonta col Gravina dal doppio svantaggio e i 9 minuti di recupero (e di resistenza) a Cerignola ne sono il segno lampante.

Cittadino in campo. È vero che avere due interni di centrocampo offensivi apre molti spazi per le squadre avversarie, ma è altrettanto vero che avere giocatori di qualità in mezzo al campo è fondamentale. Gentile è il capitano ed è presumibilmente intoccabile, ma Cittadino è l’unico capace di impensierire gli avversari sui calci di punizione e se analizziamo i gol segnati, 9 in totale, 3 sono partiti dalle sue intuizioni. Cross dalla sinistra con l’Agropoli, rigore procurato a Nocera e punizione per Anelli con il Gravina.

C’è anche qualcosa da rivedere, e non sarebbe normale il contratio, a questo punto della stagione. I calci d’angolo non hanno mai prodotto nulla di positivo e non ha senso avanzare con 9 giocatori fino all’area avversaria, lasciando il solo Viscomi in balia dei contropiedi avversari. A Cerignola è andata bene, ma mai sfidare la sorte.

E poi le gerarchie. In ogni spogliatoio ci sono e ci sono sempre state. Talvolta sono la fortuna degli allenatori. Non si può escludere un calciatore che rientra nella spina dorsale della squadra, vedi Anelli contro il Gravina, soprattutto se l’alternativa è inesistente. Le impressioni dell’allenamento, spesso, non danno le stesse garanzie nelle partite domenicali e il pensiero di Corda, che vuole in campo soltanto chi si allena meglio durate la settimana, è da mediare e serve soprattutto a tenere sulle spine i suoi uomini, ma non può essere un concetto totalitario.

Per il resto, per il bel gioco, arriverà o non arriverà? Di sicuro va ricercato diversamente da come lo si fa adesso, ma il Foggia attuale è ancora un cantiere aperto.

Fabio Lattuchella