La partita che tutti attendevano, quella che avrebbe stabilito in maniera quasi certa la candidata n.1 alla promozione diretta, si è trasformata in una serie di episodi caotici avvenuti sia durante la partita che dopo la sua conclusione, causati soprattutto da alcune decisioni arbitrali discutibili. La gara è finita con un pareggio: dopo il vantaggio del Donia di Tristano, i baresi raggiungono i padroni di casa grazie ad un dubbio rigore trasformato da Zotti.

La partita si scalda subito e questo è evidenziato dai continui contrasti e da un acceso agonismo da parte di entrambe le squadre. Al 14′ Tristano riesce ad eludere le marcature e di fronte alla porta segna al volo, dopo aver sfruttato l’assist di Trotta. Le due squadre si affrontano a viso aperto, fioccano le occasioni da rete.

Il primo episodio chiave del match è la testata da parte dell’attaccante barese Zotti a Laboragine, senza alcun provvedimento arbitrale.

Nonostante il vantaggio, il Donia soffre soprattutto in fase d’attacco, l’imprecisione e l’attenta difesa ospite impediscono ai sipontini di affondare il colpo del ko.

Anche nella ripresa non mancano momenti di tensione. Un paio di episodi dubbi non sanzionati dal direttore di gara a favore dei locali e al 70′ giunge puntuale la beffa: l’arbitro concede un rigore agli ospiti tra il dissenso del Miramare e Zotti non sbaglia.

L’espulsione di Ola nel finale spegne ogni ardore dei sipontini e la gara termina 1-1, obiettivo raggiunto per lo Sly Bari.

È tanta la delusione di non aver raggiunto la capolista, ma lo è ancor di più il modo in cui ciò è avvenuto. Una gara che doveva essere animata dalla voglia di vincere, è stata segnata da disordini. Tuttavia, i ragazzi biancocelesti non devono mollare, poiché i tifosi e la città tutta credono in loro e sono sicuri che ce la possano fare, nonostante tutto.

Michela Rinaldi