Torna Grassadonia? Cosa cambia?

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Dopo l’esonero di Padalino e il ritorno di Grassadonia c’è la speranza nei tifosi che cambi qualcosa. La stagione di Nember è comunque un fallimento.

12 gare ufficiali, 1 ufficiosa. 15 punti in totale. Il cammino di Pasquale Padalino è stato questo. Mettendoci anche la gara contro la Cremonese dove Pavone era in panca ma Pasquale Padalino era già al timone. È ingeneroso, però, fare un confronto numerico con il suo predecessore, per vari motivi. Il primo, forse il più importante, è che a luglio Grassadonia non solo contribuì alla costruzione della rosa, ma la preparò con le sue mani e con le sue idee fino all’esordio in campionato. Comunque se proprio ci si vuol fermare sui numeri, al primo Grassadonia riuscirono 17 punti in 14 partite. Siamo lì. Di mezzo, però, una netta rivalutazione del pacchetto arretrato che prendeva gol a raffica, 24 di Grassadonia contro i 15 di Padalino. È vero che nelle ultime partite il Foggia ha faticato molto ad arrivare davanti alla porta avversaria, ma è altrettanto vero che nell’ultimo periodo si è tentato di recuperare soprattutto una condizione psicologica lasciata a pezzi dalla prima parte di stagione e quella fisica; da non sottovalutare i passi avanti fatti da dicembre in questo senso. Poi il mercato. Se il tecnico foggiano Padalino, appena sollevato dall’incarico, aveva indicato nell’immedita apertura del mercato i primi di gennaio, la data in cui far arrivare nuovi calciatori, un motivo c’era. Così va ricordato che i nuovi, Greco, Leali, Ngawa e Billong soprattutto, sono arrivati a febbraio e da allora sono passate 7 gare. Pareggio a Palermo, Padova e Ascoli fuori, in casa segno X contro il Pescara e il Benevento. Vittoria con Cosenza e la prima sconfitta delle ultime uscite a Lecce sabato scorso. È vero che nei campionati da 3 punti diventa fondamentale vincere, ma era diventato importante, tutto d’un tratto, scoprire quanto lo fosse anche non perdere. Ora Padalino va via e diventa difficile trovare colpe che siano esclusivamente sue. Anzi. Oggi il Foggia paga una situazione che sarebbe difficile per chiunque, anche il tecnico più navigato. L’esonero all’indomani di una gara contro una candidata alla promozione, fuori casa, senza 7 calciatori assenti, sembra un tentativo disordinato di mettere ordine, da parte di uno dei maggiori responsabili della situazione: il direttore sportivo Nember. Lui si che non può esimersi dal prendere gran parte delle colpe di quanto sta succedendo. Intanto torna Grassadonia. Se il problema era il tecnico, facendo tornare quello allontanato in precedenza i rossoneri dovrebbero averlo risolto. In attesa delle prossime puntate, ne va della salvezza del Foggia. L’unica cosa che conta alla piazza. Giocatori, allenatori e direttori sportivi vanno e vengono. 

Fabio Lattuchella