A Tonino Marinosci, che ci ha salutato nel giorno del compleanno del suo immenso amore, il Foggia.

Il 12 maggio 1920, in via Galliani iniziava la storia del Foggia Calcio. Cento anni che ricorrono oggi, “cento anni di puro amore”: è questo il titolo della clip prodotta dal Foggia per celebrare il primo secolo di vita dei satanelli.

Un secolo di vita raccolto in poco più di sei minuti di video, in cui vengono passate in rassegna le immagini dei personaggi che hanno scritto la storia del club, foto accompagnate dalla musica di Morricone e da “Gocce di memoria”, di Giorgia.

A circa un minuto dalla fine del video compaiono si intravede Stroppa ed i suoi ragazzi che, insieme, esultano per l’imminente vittoria del campionato; poi c’è quella Piazza Cavour, così gremita nel festeggiare la promozione in serie B.

Ed è proprio mentre scorrono queste immagini la voce di Giorgia intona dei versi: “le promesse sono infrante, come pioggia su di noi. Le parole sono stanche…aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità”.

Promesse infrante e parole stanche: altre parole non potevano accompagnare quelle istantanee. Il perché è evidente.

Riavvolgiamo il nastro dei ricordi e fermiamolo all’inverno del 2018. Il Foggia disputa il primo campionato di Serie B dopo 19 anni. I tifosi inondano gli spalti d’Italia, trasudando amore, respirando tifo pulito. Dopo un inizio difficile, la squadra si lancia in una rimonta che la porterà a sfiorare i play off per la Serie A. In questo contesto, probabilmente accarezzata dalla brezza dell’entusiasmo, la proprietà si lascia scappare una promessa: “vogliamo festeggiare il centenario in Serie A”.

La storia, purtroppo, ha raccontato altro. Ha narrato di una promessa mancata: di una retrocessione, di una colletta mal riuscita, dell’onta della D.

Così Foggia ed i Foggiani si sono dovuti fermare ad aspettare un altro viaggio, un altro destino, come recita la canzone.

Quel destino, per fortuna, è arrivato, seppur dalla lontana Sardegna. Altro che centenario in Serie A, il Foggia festeggia il suo secolo tra i dilettanti. Ma poco importa, davvero.

Troppo importante il passato dei satanelli, troppo grande la passione dei suoi tifosi, per non essere celebrata con un sorriso sulle labbra.

Quello stesso sorriso che devono essersi scambiati il colonello Carlo Gigliotti ed i fratelli Tiberini, quando, in via Galliani, furono gettate le basi per l’inizio della storia dei Satanelli, chiamati così per differenziarsi dai rossoneri del Milan, che all’epoca si chiamavano Sporting Club Foggia.

Da quel 12 Maggio 1920, storia e favole si mischiano in un vortice di emozioni a tinte rossonere.

La cronistoria racconta della prima stagione in Serie B, nel 1934-1934.

Poi ci sono le storiche promozioni in Serie A. La prima grande favola è quella di Oronzo Pugliese, il mago del sud, che si è seduto sulla panchina del Foggia dal 1961 al 1963. Con Pugliese il Foggia arriverà a battere persino la Grande Inter di Helenio Herrera.

Nello stesso traguardo riuscirà Tommaso Maestrelli: per lui il Foggia dello storico capitano Pirazzini è stata una palestra importante negli anni 1968-1971, prima dei successi con la Lazio.

Ancora altre campionati di Serie A con Toneatto (1973) e Balestri (1976).

Poi il 1986: l’arrivo di Casillo. Con lui Pavone e Zeman. È l’inizio di un’ascesa. I satanelli del trio Signori-Baiano-Rambaudi incanteranno l’Italia e l’Europa, arrivando a sfiorare la Coppa Uefa nel 1991-1992. Saranno anni stupendi, culminati da successi di prestigio, come il 2-1 del Foggia alla Juventus di Trapattoni nel 1992-1993. Anche le migliori favole, però, finiscono, ed il Foggia va a fondo insieme alle vicende del suo patron: perderà la massima serie nel 1994-1995, per non più riconquistarla.

Seguiranno anni bui, di retrocessioni in Seri C1 ed in Serie C2. Una vittoria in C2 apre il nuovo millennio : che bello quel Foggia allenato da Pasquale Marino, con la luce Roberto De Zerbi in campo.

Poi tanti anni di anonimato, fino al 2012, l’anno della prima onta, del primo fallimento. Dal quale il Foggia rinasce. Prima Padalino, poi gli anni indimenticabili di calcio frizzante con De Zerbi, che da mister sfiorerà la B di un soffio.

Infine, Giovannino Stroppa, un altro calciatore diventato allenatore, che ha riportato entusiasmo allo Zaccheria, con la sua promozione in B.

Ed è qui che il nastro dei ricordi ritorna e si inceppa. La macchina cade, prende una bella botta e si ammacca. Ed il cine-teatro Zaccheria rischia di chiudere.

Per fortuna, però, c’è qualcuno pronto a raccogliere quel nastro di storia ed rimetterlo in sesto. Sono Felleca, Pintus e Pelusi, che riaprono il cine-teatro dei tifosi Foggiani e lo affidano a Ninni Corda. I giorni passati raccontano dissidi societari che potranno produrre qualsiasi cosa: un successo o l’ennesimo fallimento.

Insomma, un altro destino, un altro viaggio da scrivere, sperando sia all’altezza della storia di questo glorioso club.

Luigi Garofalo