Rispetto alle ultime voci circolate ed esulando dai lavori e gli sforzi fatti per tenere tutto in sostanziale regola, il Consiglio federale della Serie C ha deciso di non soddisfare la richiesta di riammissione del Bisceglie Calcio nel prossimo campionato.

Secondo quanto trapelato dai corridoi della sede capitolina della Lega pro la motivazione sulla decisione, annunciata dopo le 14:00 del dodici luglio, è da addursi all’inidoneità degli interventi sull’impianto di illuminazione del “Gustavo Ventura“. Difatti, la relazione dei tecnici della Lega avrebbe bocciato il report dell’intervento trasmesso nei rituali tempi dall’ufficio tecnico del Comune.

La ragione di questo sarebbe, ed il condizionale pare d’obbligo fino all’esposizione di fonti ufficiali, dipesa da una scarna gestione dei rapporti tra la Federazione e l’amministrazione comunale della città dei Dolmen, il cui ufficio tecnico avrebbe erroneamente riportato l’indicazione del 05 settembre (e non del 05 luglio, ndr) come termine ultimo dei lavori. Una lacuna che avrebbe scaturito il rigetto dell’istanza di riammissione.

La società nerazzurra ha davvero fatto tutto il possibile per adeguarsi, dimostrando ancora una volta la propria solidità economica, finanziaria ed amministrativa ma non è bastato. I vertici del club di Carrara Salsello, riuniti allo scopo di valutare la proposizione di un ricorso contro questa impopolare decisione, non hanno ancora espresso dichiarazione ufficiali tramite gli organi di comunicazione.

Assieme al sodalizio nerazzurro stellato c’è anche un’altra pugliese che non gioisce ed è l’Audace Cerignola, proponente domanda di ripescaggio: il team ofantino, secondo in serie D nella passata stagione alle spalle del Picerno, dovrà rimanere nel campionato Interregionale per motivazioni non dissimili da quelle che hanno portato l’esclusione inaspettata del Bisceglie.

Al loro posto ripescate per il Nord Italia Modena e Reggiana, ad un anno esatto dal loro fallimento. Riammesse nella terza divisione nazionale Virtus Verona, Fano e Paganese.

Bartolomeo Pasquale