La  decisione dell’arbitro Manganiello in Lazio-Lecce, su probabile suggerimento del collega addetto  al Var, di annullare la rete di Lapadula a seguito del calcio di rigore battuto da Babacar e respinto dal poriiere, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e fatto storcere il naso a tifosi e  addetti a lavoro. Decisioni che vanno ad alimentare confusioni e sospetti vari sopratutto quando qualcuno asserisce che, nel caso in questione ,ad avere la meglio è stata  la cosiddetta prassi e non il rispetto della regola 14, comma “c”.

A prposito, abbiamo ascoltato l’ autorevole parere del Presidente della sezione Aia di Bari, Nicola Favia :

 ” In   tutta sincerità ero fra i più scettici e diffidenti rispetto all’introduzione  di una tecnologia,  diciamo comunemente intesa. Io però credo che dobbiamo avere anche la capacità di poterci ricredere rispetto a certe convinzioni, che potevamo inizialmente avere ,e non posiamo fare i conti con un elemento ormai diventato indispensabile, L’uso della tecnologia, in questo caso del Var, fatto con intelligenza e raziocinio non può che aiutare l’occhio umano. Chiaramente se pensiamo che la tecnologia possa sostituirsi all’uomo o possa addirittura azzerare gli errori, sia completamente fuori strada”.

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