Sembra quasi che il primato in classifica del Bitonto sia un qualcosa di molto lontano. Il drammatico e delicato momento che sta vivendo l’intero Paese per l’emergenza coronavirus lascia il segno e tiene col fiato sospeso anche i protagonisti di una squadra che fino ad un paio di settimane fa era sospinta dal grande entusiasmo per avere nelle propriemani lo scettro del comando.

«Sono giornate terribili per tutti gli italiani e non solo – sottolinea l’allenatore del Bitonto, Roberto Taurino -. Il calcio passa in secondo piano, non può essere diversamente. Quello che conta adesso è tutelare e salvaguardare la salute della gente. Sin da quando il virus si è diffuso in alcune regioni del Nord, io insieme ai dirigenti e ai calciatori ci siamo resi conto di come già fosse tutto difficile. Ma, non pensavamo che l’epidemia sarebbe diventata così preoccupante. L’unica cosa da fare è rispettare scrupolosamente le restrizioni emanate dal governo». In virtù dei provvedimenti adottati dall’esecutivo e dalla stessa Lega Nazionale Dilettanti, anche il Bitonto ha deciso di sospendere gli allenamenti a data da destinarsi.

«Ci siamo allenati sabato scorso perché inizialmente il campionato era stato sospeso fino al 15 marzo. Infatti, domenica avevamo in programma una partita amichevole, ma considerato l’aggravarsi della situazione abbiamo preferito nongiocarla. Con una decisione unanime abbiamo interrotto qualsiasi forma di allenamento collegiale. Poi, lo stop dell’attività agonistica fino al 3 aprile voluto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Giusto così. In questo momento le priorità sono altre».

Problematico parlare di calcio. Roberto Taurino riesce a fare un piccolo sforzo. «Abbiamo costruito qualcosa di straordinario fino a quando si è giocato, andando al di là di ogni più rosea previsione in un girone molto competitivo per la presenza di formazioni blasonate. Il primo posto resta un motivo di orgoglio ma, ripeto per ora il nostro pensiero è altrove. I giocatori sono a casa, ognuno di loro si allena seguendo una tabella che abbiamo stilato. Mi, sento spesso durante il giorno perché il contatto telefonico è l’unica cosa possibile per confrontarci, per uno scambio di opinioni. La speranza per il bene della salute di tutti gli italiani è che si riesca debellare il coronavirus nel più breve tempo possibile. Ci sono, purtroppo, tante persone che hanno perso la vita. Il futuro? Non so se dopo il 3 aprile sarà possibile riprendere l’attività calcistica. C’è il rischio che i campionati possano slittare ulteriormente, con quali prospettive nessuno può dirlo attualmente. Toccherà alla Federazione decidere in base all’evolversi di questa epidemia».