Voce determinata, atteggiamento “sul pezzo”, impermeabile alle critiche. Il tentativo è quello di capire le intenzioni di Giove e lo stato di salute del Taranto.

La società è in vendita? Tillia e il suo gruppo hanno formulato una proposta
La ringrazio, ma non ho preso in considerazione la loro offerta. Dobbiamo partire in generale, però, da un presupposto fondamentale, che faccio da imprenditore e da tifoso. Dal primo punto di vista ho il dovere di vendere a chi fornisce garanzie solide e programi seri: è un dovere non solo per me ma per il futuro del Taranto. Da tifoso aggiungo che venderò solo se si affaccerà un gruppo industriale importante, con risorse e programmi ambiziosi per il calcio e per la città che possa rapresentare un salto di qualità economico e sportivo rispetto al sottoscritto. So che non è un’ambizione facile da realizzare in una città depressacome la nostra ma se non si verificherà io sono pronto a continuare, più determinato di prima con l’intento di fare un campionato competitivo.

Due nomi: Canonico e Campitiello
Su Canonico mi sono già espresso: è un amico, abbiamo interessi aziendali in comune. Al momento sono certo che ha in mente solo il Bisceglie. Campitiello non ho il piacere di conoscerlo, mai avuto contatti.

Altre trattative sotterranee?
Nessuna, vi prego di credermi

Situazione debitoria: grave? Sostenibile? Può dirci precisamente di più?
Girano molte fandonie a questo proposito. Distinguiamo: la società ha un debito significativo (Giove non vuole fare cifre, ndc) verso l’Erario la cui stragrande parte riviene da gestioni precedenti alle mie. Già molto tempo fa è stata concordata una rateizzazione a 10 anni con l’Agenzia delle Entrate (da indiscrezioni circa 90.000 euro, ndc) che stiamo puntualmente onorando. Aggiungo: nelle scorse settimane ho estinto anticipatamente alcuni impegni che risalgono alla gestione Zelatore-Bongiovanni (sempre da indiscrezioni, Giove avrebbe estinto in anticipo le rate residue del mutuo acceso per il ripescaggio del 2016, per circa 150.000 euro, ndc). Ad oggi la società non ha alcun contenzioso in piedi. Il debito gestionale e sportivo è interamente saldato ed onorato a scadenza: non c’è tesserato o calciatore o fornitore che avanzi un euro dal sottoscritto. Permettetemi una battuta: l’unico debito che devo ancora saldare sono i 4.500 euro di multe ricevute tra Altamura e Santa Maria Capua Vetere”.

Quali colpe si assume?
Certamente ho commesso molti errori, questo non l’ho mai negato. Innanzitutto ho sbagliato a fare troppi proclami di vittoria la scorsa estate, convinto com’ero di aver costruito una super squadra per vincere il campionato. E sempre sbagliato alzare le aspettative anche quando sei certo della bontà di ciò che stai facendo. Poi ci sono i tanti errori nel progetto sportivo, come purtroppo possono capitare in una stagione. Detto questo non posso rimproverarmi nulla in termini di risorse investite, di passione e di tempo dedicato al Taranto, di cui non mi pento perché l’ho fatto e lo faccio son spirito da tifoso”

Con la Taras è andato giù duro, troppo nei confronti di chi ha contribuito alla salvezza societaria nel 2012.
Il mio giudizio riguarda la mia gestione. Non hanno portato alcun contributo costruttivo, né economicamente, né in termini di abbonamenti, né su altri aspetti. Lamentano di non aver visionato il bilancio in anticipo: conoscono bene quella situazione debitoria verso l’Erario che descrivevo prima perché loro erano dentro le gestioni precedenti che quel debito hanno generato e non ricordo che allora abbiano sollevato polemiche come quelle che stanno alzando nei confronti del sottoscritto. Vi svelo due dettagli: nei giorni scorsi mi hanno proposto di acquisire la loro quota, aspetto che lo facciano formalmente; l’attuale logo della società è di loro proprietà. Gli ho chiesto di cederlo gratuitamente al Taranto, ma si sono rifiutati. A giugno avremo allora un nuovo simbolo di proprietà del club.

Secondo alcune voci il DS De Santis sarebbe ormai defilato
Ripeto quanto detto più volte: a giugno ci siederemo con De Santis come pure con Panarelli, faremo un blancio e trarremo valutazioni serene e puntuali.

Chiosa sul fermo del campionato
A norma di regolamento il torneo può essere completato entro il 30 giugno, tempo per finire il campionato ce n’è. Ma come tutta Italia non sappiamo cosa accadrà.