Il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis, non si rassegna alle decisioni dell’Assemblea di Lega Pro ed ai microfoni di tuttocalciopuglia.com ha fatto il punto sulla situazione della terza serie del calcio professionistico.

Sul merito sportivo: “Non ho amato il modo con cui è stato rappresentato in assemblea il calcolo aritmetico per stabilire la quarta squadra da promuovere. Durante il consiglio molta confusione. Calcoli apparsi come arabo totale. Applicare il merito sportivo nel momento in cui non si comprende cosa può accadere mi fa capire che si voglia solo sospendere i campionati penalizzando chi ha fatto tanti investimenti. Se 52 su 60 vogliono la sospensione significa che è un campionato che non sta in piedi già a priori. Ho sentito discorsi sulle vite solo per nascondere quelle che per me sono difficoltà economiche. Noi abbiamo votato il sistema dei playoff. 17 si sono astenute. Allo stato attuale quindi la Serie C non ha nemmeno il numero di squadre per finire i playoff. Perché non ci sono le economie. Questo deve far pensare che la C non sta in piedi. È stata una votazione ridicola sotto tutti i punti di vista”.

Sui play-off De Laurentiis si è detto possibilista: “Bisogna essere fiduciosi nel riprendere il campionato o di giocare i playoff. Ci sono altre squadre in lizza. È giusto che si giochi il risultato sportivo attraverso il campo. Fare una previsione sugli scenari è molto difficile, lo fanno a malapena gli scienziati. Al momento la vedo complicata. Mi fa ben sperare la proattività di molte società e di Gabriele Gravina. Nel momento in cui ci siano le possibilità di farlo si torni in campo nel rispetto dei protocolli sanitari”.

Infine sulla ipotesi di una Serie B a due gironi, il presidente si è così pronunciato: “In questi momenti difficili bisogna perdere delle decisioni. La riforma della B a due gironi da venti squadre l’ho appoggiata. Sarebbe per me una bellissima decisione per far convergere tutte le piazze e club importanti in una Lega di B più competitiva. Sarebbe il momento di riordinare le idee. E lasciar perdere la C delegandola solo ad un semiprofessionismo”