Questa mattina sulle frequenze di RadioBari è intervenuto il tecnico del Bari, mister Gaetano Auteri

Siamo rientrati alla normalità – ha precisato in riferimento alla mini-sosta, come raccolto dai colleghi di TuttoBari.com. – Era impossibile giocare ogni tre giorni. Abbiamo fatto un buon lavoro. Domenica ci toccherà un turno di riposo, sono giorni importanti perché chi è arrivato dopo può mettersi al pari con gli altri. Sarà comunque una domenica lavorativa. Il mercato? Lo scorso anno il gruppo aveva fatto un campionato importante, c’erano tanti calciatori simili, ad esempio in mezzo al campo. E avevamo necessità di completare il reparto offensivo: numericamente c’era bisogno di togliere qualcosa in alcuni ruoli. Chi è andato via non è perché fosse mediocre, anzi“.

Alla domanda su chi l’abbia stupito di più, Auteri ha risposto: 

Alcuni li conoscevo, ma è un po’ presto per determinare una crescita. Se c’è, va confermata e incrementata ulteriormente. Mi ha colpito la disponibilità e l’esperienza del gruppo dei cosiddetti grandi. Di Cesare, Antenucci, Sabbione, Bianco, Frattali: grande serietà, lo sapevo già, però quando lo verifichi quotidianamente è sempre una sorpresa, danno un grande esempio“.

Sui progressi dei biancorossi ha proseguito: 

Le certezze le abbiamo in allenamento. Verifichiamo continuamente dal punto di vista tecnico, tattico, fisico. Il percorso sarà lungo e difficile. Ci sono società attrezzate e che hanno investito. Sono abituato a valutare le prestazioni più che i risultati. Le impressioni sono positive. Tanti giri di parole non servono: bisogna essere pratici e fare le prestazioni. Se si è superiori a livello di prestazione, quasi sempre si raccolgono risultati. Avversari? Il Palermo non è partito bene, ma il tempo c’è per tutti. Ci sono cinque o sei squadre che hanno organici importanti. Ma ci sono anche squadre che spuntano fuori dal nulla, capita sempre in qualsiasi campionato“.

Chiosa finale dedicata al pubblico:

Mi auguro che si possa riempire lo stadio e che questa emergenza finisca. Il calcio è un veicolo sociale, fatto di emozioni. Il calcio senza tifosi non è calcio. Accettiamo questa mini apertura. Nel nostro stadio, con le potenzialità che ci sono, numericamente si potrebbe essere di più, però per adesso va bene anche una piccola apertura“.