Ecco la speranza di tutti. Ma per arrivare al 3 aprile bisogna stringere i denti, rispettare le regole e, soprattutto, restare a casa.

Di fronte all’emergenza del corona virus, tutto passa in secondo piano. Anche un argomento vitale, per noi, come il calcio, lo scudetto e la Serie A. La squadra da tifare in questo momento è negli ospedali, nelle corsie, nelle terapie intensive ed è fatta di medici, infermieri e personale sanitario.
Una premessa doverosa prima di entrare nel cuore del nostro articolo, che parte da una considerazione. Per poter riprendere la nostra vita normale, il 3 aprile, dobbiamo stringere i denti adesso, rimanere a casa, rispettare le regole. Perché non vediamo l’ora di tornare in strada, in giro, ma soprattutto allo stadio. Non vediamo l’ora di rivedere il campionato. Una speranza che nutrono anche negli uffici della Lega e della FIGC, dove si studiano diversi scenari per concludere la stagione. La prima opzione, al vaglio degli esperti e dei presidenti, è quella di continuare con una sorta di play off scudetto e play out retrocessione. A contendersi la vittoria sarebbero o le prime quattro oppure le prime otto. Stando a quanto dicono le quote scudetto aggiornate della Serie A, la favorita è ancora la Juventus, messa in lavagna a 1.48. Ma mai come quest’anno la squadra bianconera è apparsa mortale, vulnerabile, infrangibile. Dalla sua Maurizio Sarri ha un’eventualità, al vaglio della FIGC: quella di concludere il campionato con la classifica attiva al momento della chiusura. Che recita proprio Juventus prima a 63 e Lazio seconda a 62. Una possibilità che, sinceramente, in pochi vorrebbero vedere perché significherebbe che il contagio del Covid-19 non è terminato.
A premere per continuare il campionato è soprattutto la Lazio, che quest’anno è apparsa veramente in grandissima forma. “Non sarà facile imbrogliare il presidente Claudio Lotito – ha detto in una recente intervista Arturo Diaconale, portavoce della squadra biancoceleste – da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono come fermare il campionato significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane”. Parole pesanti, decise, che hanno fatto scalpore. La quota scudetto della Lazio è letteralmente crollata rispetto a inizio anno e adesso recita 3.50. La metà rispetto alla ben più titolata, almeno a settembre, Inter di Antonio Conte, che soprattutto dopo la sconfitta ne derby d’Italia appare fuori dai giochi.
Sono loro tre, comunque sia, le squadre in lotte. E per trovare una lotta simile bisogna tornare indietro di 20 anni, arrivare alla stagione 2001 2002 quando la Roma campione d’Italia si giocava il titolo con Inter e Juventus. Era l’anno del famoso 5 maggio. E a vincere furono ancora un’altra volta i bianconeri.