“Torno ad Andria dopo ventuno anni e ricordo ancora la data: 21 giugno ’99. Venivo dal Napoli e ricordo che l’Andria dell’epoca non era in una buona situazione. Facemmo un girone di ritorno fenomenale che non bastò per salvarci ma fu una bella esperienza. Sono tornato con tanto entusiasmo, non è stata una scelta prettamente professionale ma anche di cuore perchè ho conosciuto tante brave persone qui. Spero che si avrà la pazienza di far riempire nuovamente quello stadio e, restrizioni permettendo, mi auguro che ci sia un seguito scaturito dai risultati. Ce la metteremo tutta. Ringrazio la fiducia che ha riposto in me la società, spero di ripagarla attraverso il lavoro”. Si presenta così il nuovo tecnico della Fidelis Andria, Luigi Panarelli, che si rimette in gioco dopo l’esperienza negativa in rossoblu terminata con il blocco dei campionati a causa del Covid.

OBIETTIVI STAGIONALI – “E’ chiaro che l’ambizione è sempre alta, altrimenti non farei questo mestiere e non sarei venuto qui. Bisogna comunque avere i piedi ben saldi per terra ed essere umili, i risultati arriveranno solo attraverso il lavoro. Non mi sento di fare promesse, voglio lavorare tanto affinchè i risultati della domenica siano la diretta conseguenza. La salvezza è l’obiettivo minimo ma l’appetito vien mangiando”.

ORGANICO – “Mi confronto tanto con il direttore sportivo, ad oggi abbiamo solo due giocatori sotto contratto e può essere un problema come può non esserlo. Ci sono tante valutazioni da fare ed inizieremo a parlarne a breve”.

TATTICA – “Questa è la mia sesta stagione da allenatore ed ho imparato che essere integralista è troppo limitante. Bisogna essere camaleontici per una serie di fattori. Abbiamo un’idea di mercato ma si potrebbero attuare diverse opzioni. Io posso adattarmi a varie tipologie di gioco e nelle passate stagioni ho adottato più moduli anche nella stessa partita. Lavoro sui princìpi di gioco che si sposano con diversi tipi di modulo a seconda delle necessità. Non mi piace guardare solo ad un sistema, i giocatori devono essere abituati ad essere elastici. Non disdegno la difesa a tre, nè quella a quattro”.

PIAZZA – “Se andiamo a guardare il mio curriculum da calciatore potrete notare come abbia giocato solo in piazze calde. E’ sempre stata una scelta voluta perchè mi piacciono gli applausi e non mi abbattono i fischi, questo è il nostro mestiere e bisogna mettere in conto la pressione del pubblico. Proprio per questo sono arrivato qui come a Taranto ed Altamura. Lavorare in piazze poco esigenti non mi dà gli stimoli giusti”.

PREPARAZIONE – “Le date sono già state decise. La coppa inizierà il 20 settembre ed il campionato sette giorni dopo. Sicuramente inizieremo i primi raduni dopo Ferragosto. Il lavoro sarà più assiduo per completare la rosa ed iniziare al meglio questa stagione”.

STAFF TECNICO – “Stiamo modulando il mio staff perchè porterò con me alcuni membri delle annate passate mentre altri saranno nuovi. Gli staff si fanno con il tempo, l’affidabilità e la serietà delle persone vengono anche prima della bravura. Non voglio dopolavoristi ma gente che impieghi tutto il proprio tempo per questo progetto”.