I colleghi di giornalerossoblu hanno intervistato Leandro Guaita, esterno argentino del Taranto giunto la scorsa estate in riva allo Ionio. Con lui abbiamo affrontato vari argomenti ma in primis il calciatore stesso ci ha tenuto a rivolgere un appello all’intera cittadinanza e tifoseria di Taranto sull’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Tifosi restate a casa: “In questo momento tutti noi calciatori siamo a casa. Alcuni di noi qui a Taranto ma la maggior parte nelle rispettive città di origine. Speriamo che questa situazione legata al virus migliori presto e ci prepariamo nel miglior modo possibile, considerando le difficoltà, per una eventuale ripresa delle attività agonistiche. Stiamo seguendo il programma di allenamenti personalizzato che abbiamo. C’è chi ha a disposizioni degli attrezzi per allenarsi e chi no ma ci inventiamo comunque qualsiasi modo. Stiamo seguendo anche una dieta per mantenere i nostri standard abituali e la linea. A proposito di questo argomento, però, ci tengo a fare un appello ai tifosi del Taranto. Sono sicuro che andrà tutto per il verso giusto ma bisogna seguire le disposizioni del decreto e stare a casa il più possibile. Anche io sto uscendo solo per fare la spesa. Basta che solo uno di non non segua il giusto comportamento per mettere in pericolo la vita dell’altro. Dai nostri gesti dipende la salute altrui, per cui mi raccomando, torneremo presto a parlare di calcio ma per far questo dobbiamo essere uniti.”

Scelte del calcio: “Sicuramente almeno all’inizio c’è stata una sottovalutazione del problema che adesso si sta rivelando in realtà molto grave a livello mondiale. Per questo motivo si è deciso di andare avanti col calcio anche in serie A e nelle competizioni europee. Sicuramente si è tardato a prendere certe decisioni, ora però l’importante è che ora si sia presa la giusta coscienza. Mi sono piaciute molto ad esempio alcune iniziative di raccolta fondi da destinare agli ospedali da parti di molti calciatori di serie A.”

Taranto senza vittorie e reti: “Effettivamente i numeri sono questi. Dopo la partita di Sorrento dei primi di Febbraio abbiamo avuto difficoltà a segnare e vincere. Poi però penso che ci siano state prestazioni come quella in casa col Bitonto in cui abbiamo fatto di tutto per segnare senza riuscirci, colpimmo anche due pali a cospetto della prima della classe. Anche contro il Foggia in precedenza avremmo meritato di più, loro trovarono un gol fortuito mentre noi con la traversa di Oggiano non riuscimmo a raccogliere almeno un punto che avremmo meritato. Poi sono arrivate partite disastrose come quella di Altamura dettate a mio avviso dal momento e dalle circostanze negative come successo anche con il Gladiator. Queste sono figlie delle situazioni. Nel girone di ritorno tutto è più difficile, ci sono squadre che si devono salvare e si mettono tutte dietro la linea della palla perché un punto contro di noi gli va bene. Nel gruppo però non c’è stato uno scollamento, siamo sempre stati compatti. Ci sono semplicemente state delle partite da cancellare in cui non siamo riusciti a sbloccare la gara e per il troppo nervosismo poi abbiamo incassato delle brutte sconfitte. Non è un caso che le nostre migliori prestazioni nel girone di ritorno siano state contro squadre come Bitonto, Casarano e per numero di occasioni anche quella col Foggia. Sono convinto che l’annata sia nata male ma cercheremo di farla finire nel migliore dei modi. Ci sono state un’infinità di occasioni sprecate e pali , non abbiamo mai avuto un pizzico di fortuna. Anche le partite casalinghe contro Brindisi, Nocerina e Sorrento hanno dell’incredibile. Basta pensare che alla prima giornata abbiamo perso con Brindisi al 90′ dopo aver prodotto almeno 4-5 occasioni. L’unica sconfitta del girone di andata meritata fu quella di Fasano. Non voglio dire che sia tutta colpa della sfortuna, per carità ma di certo non siamo stati fortunati.

Posizione in campo e rendimento: “Sto giocando sia sulla corsia mancina che su quella destra. Posso dire che sono due ruoli diversi, ci sono aspetti positivi di giocare in ambo i ruoli. Giocando a destra, dove ho giocato maggiormente, assisti i compagni mentre a sinistra ci sono più possibilità di andare al tiro. A questo punto però sinceramente i ruoli contano poco, bisogna mettere la palla in porta in qualsiasi modo. Io sono convinto che ci sono delle annate in cui la sfera entra in porta anche se tiri da centrocampo, altre in cui non entra neanche da mezzo metro dalla porta. La mia esperienza personale me lo ha insegnato.

Aspetti caratteriali: Se mi chiedi se questa squadra giocherebbe meglio in Lega Pro che non in serie D dico che tutto è possibile, forse non tutti si sono adattati al meglio. Ci sono giocatori a cui succede questo, penso a qualcuno del Cerignola ad esempio che è sceso dalla serie A ma all’inizio ha faticato molto. La serie D è un campionato difficile in cui si gioca poco a calcio; magari si prepara una partita guardando i filmati degli avversari che poi fanno tutt’altra partita. Un esempio è quello della partita col Foggia al ritorno, in cui loro hanno attuato una tattica attendistica e con eccesso di agonismo. Erano venuti qui per prendere un punto e si sono trovati a portarne via tre. In questi campionati si vince così, con gol sporchi e partite brutte. Anche nella mia esperienza a Potenza vincevamo spesso così. Finchè non si sblocca la partita soffri, poi magari vincevamo con tre gol di scarto.

Obiettivo play-off: “Sento parlare di questo fatto che il Taranto non potrebbe essere ripescato perché nell’arco degli ultimi cinque anni ne ha già usufruito, ma io non sono così convinto di questo. Nel calcio ogni anno cambiano le regole e non si sa mai cosa può accadere. Noi intanto dobbiamo rientrare nei play-off e poi vincerli. Non è facile ma ci proveremo fino in fondo. Credo che nelle ultime partite da qui alla fine l’avversario del Taranto sia proprio il Taranto. Se ricominciamo in un mese e mezzo dovremo fare otto partite; incomincerà un mini torneo in cui dovremo giocare spesso e tutti si daranno battaglia per i rispettivi obiettivi- Sarà molto importante partire forte.”

Rendimento personale: Nella mia stagione c’è stato un cambio di rendimento, questo lo so. Nelle prime partite molto mi hanno condizionato i risultati. Le prime sei partite le abbiamo iniziate con mister Ragno facendo un certo tipo di gioco con un modulo. Il gioco era un buon gioco ma i risultati non sono arrivati e penso sempre alle gare con Brindisi e Nocerina che sono state incredibili. Poi dico che anche per quanto mi riguarda è difficile vedere subito un calciatore al top dopo il ritiro. Sapevamo di dover partire forte e vincere pur non essendo al massimo e purtroppo non ci siamo riusciti. Dopo abbiamo cambiato allenatore con schemi e metodi. Poi è giunto il mercato, per quasi due mesi ero incerto della mia permanenza ma non per mia volontà. Anzi mi hanno chiamato e cercato squadre di Lega Pro ma io sin da questa estate avevo dato la precedenza al Taranto, perché voglio vincere qui. Alla fine la società ha deciso di tenermi e io ne sono stato molto contento, ma durante il calcio mercato non è stato facile. Non giocavo perché c’era la possibilità che la società potesse vendermi e per me è stato brutto.”

Futuro e società: “Il mio obiettivo personale e la mia sfida è quello di vincere a Taranto. Finchè il Taranto vorrà, ed avrà voglia di provare a vincere io sarò disposto ad ascoltare i programmi della dirigenza. La scorsa estate non appena ho perso la finale play-off con il Potenza contro il Catania, tra l’altro senza perdere neanche una partita delle due, ho accettato Taranto. E posso garantire che avevo diverse richieste di categoria superiore. Il contratto a livello economico che mi offrivano era lo stesso di quello del Taranto, quindi la mia è stata proprio una scelta voluta. Volevo giocare e vincere qui, anche perché sono consapevole che le contestazioni e l’ambiente ostile di quest’anno sono un’eccezione. La tifoseria del Taranto è tra le migliori d’Italia. Purtroppo il dissenso verso il Presidente Giove si è manifestato anche con forme eccessive. Sappiamo che la tifoseria del Taranto non ha più pazienza, giustamente però bisogna anche capire che non si può contestare una squadra dalle prime partite. Così si fa un danno solo a se stessi. Ora abbiamo un campionato a termine e speriamo di farlo tutti insieme.”