Riunitasi nel pomeriggio di ieri, come da convocazione dei giorni scorsi, l’assemblea dei soci della “Uniti per la Fidelis”. Al centro della discussione l’aumento del capitale sociale, sia per concludere la stagione in corso, poi definitivamente chiusa dalle decisioni del Consiglio Federale, e sia per cominciare a porre le basi per il futuro.

Al termine della riunione ha voluto parlare l’Amministratore Unico della “Uniti per la Fidelis” Pietro Lamorte per spiegarne gli esiti: «Un ringraziamento a tutti i soci presenti ed anche a quelli che hanno delegato. Ampia è stata la discussione sul primo tema all’ordine del giorno e cioè l’aumento di capitale sociale di 200mila euro – ha spiegato Lamorte – abbiamo ragionato sulle idee concrete su cosa volesse dire rinnovare l’impegno in questo progetto soprattutto dopo aver ricordato l’attività svolta in questi due anni dai soci Catapano e Roselli. Un impegno il loro non solo economico-finanziario ma anche di responsabilità verso tutti gli atleti, tecnici e collaboratori oltre che di tempo – ha voluto ricordare Pietro Lamorte – Sia Catapano che Roselli hanno non solo rinnovato il loro impegno sottoscrivendo la quota di capitale a loro spettante, ma hanno anche coperto le quote degli altri quattro soci che non sono state sottoscritte».

Per gli altri quattro soci delle posizioni differenti per svariate ragioni: «Loro quattro, a cui va comunque il nostro grazie per l’impegno profuso sino a questo momento – spiega Lamorte – hanno espresso la loro volontà di fermarsi e di continuare a voler bene alla Fidelis in altre forme. Oggettivamente sulla base di quello che può essere il loro impegno sia finanziario che di tempo da dedicare non ci sono più le condizioni vista anche la situazione contingente di questo momento. Si sono resi conto che potranno aiutare il progetto sicuramente con delle sponsorizzazioni che valuteremo più in là verso l’arrivo del prossimo campionato».

Importante è stata anche la modifica allo statuto della società che ha permesso di snellire l’eventuale accesso di altri soci: «Un passaggio essenziale era mettere ordine al nostro interno – ha concluso Pietro Lamorte – Ora c’è più chiarezza sia su quelli che devono esser gli interlocutori per eventuali nuovi soci interessati ed anche snellito lo statuto all’unanimità votando la modifica per eventuali nuovi ingressi in società. Alcune piccole interlocuzioni ci sono state anche se le porte della Fidelis restano assolutamente aperte».