In foto una fase di gioco del match

 

Trani – Contro una modesta Molfetta sportiva fanalino di coda del campionato i biancazzurri non brillano per gioco profuso ma trovano meritatamente nel tiro rabbioso di Guerra il gol partita che allontana lo spettro di una contestazione che si sarebbe fatta ancora più pesante.

Un match insipido e privo di azioni pericolose o di geometrie calcistiche è lo scenario che gli spettatori presenti al “Comunale” sono costretti ad assistere. Ai ragazzi di Scaringella va dato il plauso di averci provato nonostante di fronte l’avversario non fosse di prim’ordine e composto da molti giovani e molti ex che difendendosi in undici dietro la palla per poco non riuscivano nell’impresa di portar via un punto.

Il clima sugli spalti è un mix tra ironico scetticismo ed il sarcastico emotivo, trovandosi ad assistere ad un match di campionato definibile “padre contro figlio”.

Se a capo della presidenza della Vigor Trani vi è Gianmaria Lanza,  alla guida della Molfetta sportiva vi sarebbe la sorella, Antonia Lanza cioè figli di Mauro Lanza che concretamente sarebbe poi il vero finanziatore delle due società e quest’oggi anche in panchina in veste di allenatore dei biancorossi molfettesi. Forse unico caso in Italia. Fatta la somma la conseguenza prevedibile era la contestazione e cori di protesta da parte delle tifoseria all’indirizzo della presidenza.

Vince il Trani con il gol messo a segno da Guerra che scarica con tutta la rabbia possibile un fendente sul quale nulla ha potuto l’ex Orizzonte. Ma il segnatura realizzata da Guerra assume un valore importante sia sul morale della squadra in un periodo in cui in avanti si ha difficoltà a realizzare, sia sul match che non aveva lasciato intravedere una giornata positiva dal punto di vista della costruzione del gioco, scarno di idee ma era importante vincere e portar a casa la vittoria.

Nel primo tempo c’è molta confusione e gioco stazionario soprattutto nella mediana con qualche intenzione di Terrone e soprattutto di Negro, bravo nel tentativo in sforbiciata. Il Molfetta guidata in panchina dai suggerimenti tattici di Mauro Lanza, arriva a conclusione una sola volta ma pericolosamente con Toure ma la conclusione trova pronto il giovane portiere Pellegrino.

Nella seconda frazione di gioco e prima di giungere alla mezz’ora, momento nel quale il Trani concretizza la palla del vantaggio, dagli spalti i fragorosi ed insistenti cori sarcastici nei confronti dei calciatori e dirigenza si fanno più incessanti. La prima occasione pericolosa della ripresa è nei piedi di Guerra che scalda le mani di Orizzonte che in prima istanza gli nega il gol con un’ottimo intervento.

La Molfetta sportiva trova nell’ex Zambetta, insidiosa  conclusione di prima intenzione che sfiora l’incrocio, una ottima reazione.  Il gol della Vigor alla mezz’ora scaccia l’incubo del pari, accantonando quei cori di protesta per lasciar spazio a quelli di sprono e incitamento nei confronti della squadra.

Prima che si concludano i cinque minuti di recupero accordati dall’arbitro, il biancorossi rimasti di dieci per espulsione di De Tullio, hanno l’occasione della beffa e per acciuffare un ipotetico pareggio ma il tutto è sventato da Pellegrino che si salva in calcio d’angolo.

Il triplice fischio finale regala la meritata vittoria alla Vigor Trani che può metter in cascina punti preziosi non solo in chiave classifica ma soprattutto nel morale dei ragazzi che possono acquisire sempre più consapevolezza dei propri mezzi.

 

ENZO CHICCO

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