Un punto raccolto nelle prime tre partite della sua gestione ma mister Sandro Pochesci vede il bicchiere mezzo pieno dopo la battuta d’arresto contro la sua ex squadra, quella Ternana a cui avrebbe desiderato tanto mettere uno sgambetto particolare: «Oggi sento di dover difendere la mia squadra, perché non meritavano i fischi, nessuno si è risparmiato né si è tirato indietro. Ovvio che ci alleniamo per vincere, se c’è da correggere qualcosa si vedrà più avanti con la società, ma per adesso la situazione è questa e oggi vedo il bicchiere mezzo pieno: la squadra fino alla fine non si è arresa, e mi sarei aspettato un po’ più di comprensione da parte dei tifosi. Non far tirare la Ternana non è da tutti. Non posso dire niente ai ragazzi anche perché di fronte avevamo una signora squadra, e poi abbiamo finito con sei under in campo, anche perché siamo un po’ di difficoltà. I giovani vanno aspettati e pian piano cresceranno ed aspettiamo Ebagua che, anche se gioca poco, accende l’entusiasmo dei compagni che gli vanno dietro. Giochiamo con tanti giovani e comunque riusciamo a costruire qualcosa di buono, ci mancano gli ultimi sedici metri. Io vedo la squadra migliorare sotto il punto di vista della convinzione e così possiamo centrare il nostro obiettivo».

Sulle difficoltà in fase offensiva e sul prossimo difficile turno al Cibali di Catania il tecnico romano si sofferma in modo più ampio: «Abbiamo costruito delle buone occasioni, ma abbiamo finalizzato poco. Sono più preoccupato dal fatto che questa squadra non riesca a concludere, le partite si vincono mettendola dentro, ed è evidente che ci manca qualcosa davanti: la cattiveria che ti fa mettere dentro la palla, dobbiamo lavorare su questo. Dobbiamo imparare anche da queste sconfitte, ma dobbiamo continuare a giocare come al solito, perché non è la sconfitta con la Ternana che cambia le cose. Adesso andiamo a Catania, non possiamo certo evitarlo, dobbiamo incontrarle tutte le sei squadre più forti. Il campionato è difficile, ma se siamo uniti e compatti possiamo raggiungere il risultato minimo e poi vedere che succede. Il calendario adesso è duro, ma da novembre sarà più facile. Le sconfitte sono sempre brutte ma ci sono sconfitte e sconfitte e anche da questi risultati si può imparare qualcosa».

Bartolomeo Pasquale