Il Nardò si presenta nell’elegante cornice della nuova sede e hotel Diciannove58. Riuniti gli stati generali della stagione 2020-21. Ha aperto le danze l’Amministratore Unico Alessio Antico che ha esordito parlando esplicitamente di Serie D come categoria di appartenenza anche se ancora non c’è il crisma dell’ufficialità previsto dopo il Consiglio Federale del 31 agosto.

L’intervento del presidente Salvatore Donadei ha riassunto l’operato della società nell’annata calcistica appena chiusa riassumendo gli obiettivi raggiunti di consolidamento societario e di conservazione della categoria. Il presidente ha salutato e ringraziato L’ex allenatore granata Antonio Foglia Manzillo e i dirigenti che sono stati avvicendati.

Altri interventi hanno visto il saluto del vice presidente Alessandro Muci, del Direttore Generale Silvano Toma e del Direttore Operativo Marco Cavalera e la presentazione del nuovo Team Manager Adriano D’Agnello che collaborerà con Fernando Pero nella gestione della segreteria sociale.

Per il settimo anno consecutivo il Direttore Sportivo sarà Andrea Corallo che ha ribadito la volontà di costruire una squadra competitiva tale da ottenere una salvezza senza le tribolazioni degli ultimi anni. Saranno confermati solo i giocatori fortemente motivati a continuare l’esperienza granata senza farsi distrarre da lusinghe e richieste di altre società.

Presentato il nuovo coach Ciro Danucci. L’ex capitano granata ha le idee chiare. Bisognerà giocare con aggressività pressando alti nella metà campo avversaria. C’è bisogno di elementi agonisticamente validi, “di gamba” per impostare un gioco più moderno ed efficace. Il mister si è dimostrato sicuro di non risentire del repentino passaggio dal campo alla panchina. Il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze maturate in categorie superiori rappresenta un valido background.

Sensazioni positive, di un gruppo dirigenziale e tecnico molto compatto e affiatato che vuole lasciarsi alle spalle gli affanni di questi anni e riabbracciare la Serie D per la 40esima volta con lo spirito e la qualità che competono alla storia del Toro.