Serie D, i verdetti d’ufficio: Bitonto in C, polemiche tra le retrocesse

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Come annunciato ieri, la LND ha disposto la promozione delle prime in classifica di ogni girone di Serie D al momento dello stop e la retrocessione delle ultime 4 di ogni raggruppamento.

Vediamo quali sarebbero i verdetti nel girone H di Serie D, qualora la proposta della LND fosse accolta dal Consiglio della FIGC.

Bitonto promosso in Serie C – Al momento dello stop, con 55 punti in classifica (figli di 16 vittorie, 7 pareggi e 3 sole sconfitte) il Bitonto era al comando della graduatoria con 1 punto di vantaggio sulla diretta inseguitrice, il Foggia. Nonostante qualche punto perso nelle ultime giornate giocate e con lo scontro diretto che si sarebbe ancora dovuto disputare, il Bitonto potrebbe approdare nei professionisti, dopo un campionato che lo ha visto costantemente ai vertici della classifica. Per Foggia e Cerignola (terza in classifica) non resta che sperare in eventuali ripescaggi.

Capitolo retrocessioni – Dal campionato di Serie D, in caso di regolare svolgimento del campionato, retrocedono in Eccellenza quattro squadre: le ultime due della classifica ed altre due squadre, al termine dei play-out disputati dalla 13esima alla 16esima. Con la decisione della LND di retrocedere direttamente le ultime quattro in classifica, scenderebbero di categoria l’Agropoli, il Francavilla, il Nardò ed il Grumentum. Se per l’Agropoli, ultimo in classifica con soli 14 punti a -13 dai playout, la retrocessione era praticamente cosa fatta anche sul campo, lo stesso non può dirsi per le altre retrocesse. Tutte le squadre retrocesse avrebbero avuto la possibilità di salvarsi sul campo. Anche evitando i playout, visto che la salvezza diretta, con 8 gare da giocare e 24 punti in palio, era soltanto a 4 lunghezze per Grumentum e Nardò (rispettivamente 13esima e 14esima a quota 27 punti), e 6 per il Francavilla (penultimo a quota 25 punti).

 Come era prevedibile, le decisioni della LND in merito ai criteri da utilizzare per promozioni e retrocessioni, hanno fatto discutere. Qualora la proposta dovesse passare, il rischio dell’ennesima estate piena di ricorsi sarebbe assai concreto.