Ormai se ne dibatte da settimane. Forse è meglio dire dal principio della pandemia e dal suo riverbero devastante. La questione riguarda i campionati minori, per capirci quelli del football sommerso in tutte le sue sfumature della gerarchia dilettantistica.

Se la massima serie, la A si muove alacremente per una possibile ripresa post Covid 19, cadetteria e Lega Pro sono intenzionate a chiudere qui la stagione, stante prescrizioni sanitarie sfidanti ed onerose economicamente, figurarsi ad immaginare in campo il mondo dei Dilettanti. Il calcio regionale pugliese in tutte le sue sfaccettature non sfugge a questo indirizzo ed aspetta di capire quali saranno le linee guida per archiviare una stagione senza precedenti. Nella storia non vi è un precedente manifestamente infausto, così come nelle famigerate Noif (Norme Organizzative, Interne, Federali) non c’è traccia o parola spesa per una imprevista epidemia da mettere in ginocchio l’intera attività di tutta la filiera dei tornei.

Come uscire dall’impasse? È il tema di questi giorni, dove comunque il calcio si è fermato solo nei suoi riflessi agonistici, non certo nella sua politica federale. Prova ne è che in ambito regionale il presidente della Lnd Puglia, Vito Tisci ha convocato una conference call con tutti i suoi dirigenti per illustrare lo stato delle cose e ottimizzare un piano di iniziative da spendere in un futuro prossimo per la salvaguardia delle società e patrimonio calcistico pugliese.

La richiesta della scorsa settimana di supporti economici a 700 società pugliesi con 45mila tesserati di ogni categoria ed età rivolta al presidente della Regione ne è la prova lampante. Già, ma come si chiuderanno i campionati regionali? È la domanda principe su cui ruota ogni discussione fra gli addetti ai lavori. Non c’è una formula magica, si attendono disposizioni e linee guida, che dovrebbero arrivare dal consiglio della Lnd e poi essere varate dal Consiglio Federale. La Lega Pro, ad esempio cristallizza le classifiche sino alla sospensione e chiede la promozione delle prime in classifica dei tre gironi, per il quarto posto ci sarebbe un ipotetico sorteggio fra i 27 partecipanti ai play off, bloccando retrocessioni ed eventuali ripescaggi. Se si dovesse fare strada questa ipotesi anche in ambito regionale, si avrebbe la promozione dal girone unico d’Eccellenza pugliese alla D e sarebbe appannaggio del Molfetta primo in classifica.

Così, a seguire per gli altri segmenti della mappatura regionale. Si tratta di discorsi prematuri e tutti da decrittare alla luce del fatto che, dopo la pandemia, si dovrà mettere in conto quali contraccolpi porterà al calcio di base gli effetti della grave recessione economica esplosa. Non a caso, il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia stima una perdita di circa il trenta per cento dell’intero carrozzone dilettantistico. Così in ambito nazionale, poi bisognerà capire quali potranno essere le ricadute anche sul territorio pugliese, argomento sensibile e certamente ricorrente dei prossimi mesi.