Ci siamo. L’ attesa durata sette lunghissimi anni è oramai giunta al termine: lunedì sera, nel posticipo della prima giornata di campionato a San Siro contro l’ Inter di Antonio Conte, il Lecce riabbraccerà quella Serie A che lo ha visto orfano per tutti questi anni. Al di là di quello che sarà il risultato (la speranza è che sia positivo), come detto già più volte, questo ritorno ha un sapore del tutto particolare rispetto alle passate partecipazioni al massimo campionato perchè arriva dopo gli anni del purgatorio forzato della LegaPro da cui sembrava quasi impossibile uscirne. Invece la cavalcata iniziata due anni fa, proprio nella terza serie nazionale, e proseguita lo scorso anno con la vittoria del campionato cadetto ha riacceso gli animi anche dei tifosi più scettici, di quelli “occasionali” e di tutti gli sportivi che hanno pian piano partecipato sempre  numerosi e più attivamente a quello che sembrava inizialmente un sogno e che l’ 11 maggio scorso è divenuto una sorprendente realtà. Una nota di merito va rivolta alla società che ha messo tutto quello che poteva affinchè questo traguardo potesse essere raggiunto e alla quale va un sentito ringraziamento da tutto il Salento; al tecnico Fabio Liverani, un vero condottiero, che ha sempre anteposto il suo credo basato sul lavoro riuscendo a trasmettere valori importanti alla squadra che col tempo ha raccolto i frutti di quanto seminato esprimendo un gioco di grandissima caratura estetica che in provincia solo il Foggia di Zeman aveva saputo far vedere. Ma un plauso particolare va fatto a chi c’è sempre stato nonostante la categoria, mantenendo alto l’ orgoglio e la fierezza che questa Terra sa darti, quella dignità che non scende a compromessi e non si vende a nessuno, ma che sa riconoscere i meriti a chi ne porta alto il nome. In questo senza dubbio i ragazzi della Curva Nord hanno sempre primeggiato, dimostrando maturità e talvolta anche riconoscenza, non ultima in occasione della scomparsa dell’ ex patron Giovanni Semeraro che, seppur contestato a volte anche duramente negli anni, è stato omaggiato e ringraziato per aver salvato il Lecce.
Ora c’è una nuova storia da scrivere, ma soprattutto da vivere tutti insieme perchè questa categoria deve rappresentare un punto di partenza per tutto il territorio per un riscatto sociale e culturale e per dimostrare a tutta l’ Italia che i valori presenti al Sud vanno al di là dei proclami e dei luoghi comuni che ci vedono “nulla facenti” o “senza voglia di lavorare”. Il Salento è un posto dove l’ etica gode di buona salute e la bellezza del territorio e del barocco leccese ne sono un’ ampia dimostrazione. La strada sarà sicuramente lunga e tortuosa, piena di insidie e forse anche di qualche disfatta, ma tutti insieme si può raggiungere l’ obiettivo perchè dopotutto, come affermava Carmelo Bene, figlio indiscusso di questa terra, ” a questo Sud azzoppato non resta che volare“!
Buon campionato Lecce! Buon campionato Salento!

Danilo Sandalo