É felice Giuseppe D’Amico, 17 anni e capitano degli allievi del Manfredonia, di raccontare ciò che hanno vissuto finora e che i loro sforzi finora hanno dato i loro frutti: “Sono orgoglioso di essere capitano di questa squadra, anche se ciò comporta delle responsabilità, ma penso che i mister Vincenzo Gagliardi e Lorenzo Mancano mi ritengano all’altezza. Per ora siamo primi in classifica con 24 punti, con la compagnia indesiderata (ride) dell’Accademia Calcio Monte, ma con una differenza reti non trascurabile (42 gol noi, 35 loro). Nonostante i risultati favorevoli, le cose non sono state sempre facili per noi. Il campo è il suolo che ogni atleta deve calcare e noi siamo, in questo campionato siamo i pochi fortunati ad avere il campo con l’erbetta. Per questo la terra battuta, per noi, non è facile da praticare e ricordo la partita a Stornarella, in cui, io personalmente, non ero neanche al top fisicamente. Il mister non poteva fare a meno di me e sebbene ci fossero state quelle difficoltà, vincemmo 1-3 e due gol furono i miei”. I ragazzi hanno collezionato solo una sconfitta, contro l’Accademia Calcio Monte, commenta Giuseppe: “Quella settimana non fu facile, poiché certi problemi interni hanno influenzato la nostra mentalità di gioco e in quell’occasione ho dovuto rispondere anch’io, per il mio ruolo, a causa di alcuni episodi. Questo avvenimento mi ha fatto comprendere che essere capitano non è solo correre in campo con una fascia al braccio”. Domenica gli allievi andranno ad Ordona, per sfidare l’Herdonia, attualmente al quinto posto con 31 punti. Le parole del giovane capitano sono queste: “Non ci facciamo influenzare dalla posizione dei nostri avversari. Noi diamo del nostro meglio con chiunque, ma soprattutto ci tengo a precisare che chiunque abbia giocato qui, al Miramare, non può lamentare episodi sgradevoli da parte nostra, perciò sono felicissimo di indossare la fascia con questa squadra”. Con la speranza che i ragazzi continuino in questo modo, si può dire che il lavoro dei due mister e di tutto lo staff è stato fondamentale e questa dettaglio, Giuseppe, ci tiene a precisarlo.

Michela Rinaldi