Vincenzo Pizzarelli ha preso carta e penna (si fa per dire) e su carta intestata della associazione di cui è presidente – la Arboris Belli 1979, neonato sodalizio di Alberobello – ed ha scritto a Vito Tisci, presidente del Comitato regionale della Lega dilettanto. Non per il solito cahier de doleance, ma avanzando proposte.

Una: deducibilità delle liberalità (ovviamente tracciabili) fino a 1.500 euro; 6 juniores in distinta con le stesse «classi» della stagione sospesa; 18 atleti in distinta; sospensione per un anno dell’obbligo di partecipare alla Juniores. Il n°1 del club gialloverde con squadra al secondo posto dietro il Locorotondo nel Girone B di Prima Categoria pensa al futuro. La Gazzetta ha sentito alcuni dirigenti sul calcio che sarà. Sul day after del pallone, insomma. Sul tema fiscale si concentra Gianluca Frascati, direttore sportivo del Molfetta, capolista dell’Ec – cellenza, come la Promozione, interrotta a 5 turni dalla fine. «L’Eccellenza è un campionato importante, a mio parere può essere tranquillamente equiparato alla Serie D. In Puglia, poi, siamo ai vertici.

Quindi, introdurrei l’obbligo della contrattualizzazione dei tesserati anche nei 35 campionati». Facendo un po’ di conti, circa diecimila tesserati. «Un provvedimento che provocherebbe l’emersio – ne di piccoli ma significativi redditi che oggi sono quasi del tutto sommersi, a parte i cosiddetti rimborsi spesa». Sulla ripresa immediata pesano anche gli episodi. Su uno si sofferma Leo Rubini, direttore sportivo del Bitonto, capolista del Girone H della Serie D: «Abbiamo tutti la sensazione che la situazione stia migliorando e quindi tutti attendiamo con ansia il 4 maggio. Ma poi ti cade addosso la notizia che un’azienda del territorio, tra Bitonto e Palo, ha oltre trenta casi di contagio e ti fai domande non solo sul senso delle nostre cose di calcio, ma anche sui pericoli che comunque corrono e potranno correre le “co – munità”, a qualsiasi livello». Frascati e Rubini non invidiano affatto chi dovrà decidere.

Il diesse neroverde tuttavia non ha dubbi: «Qualunque sia la decisione, dobbiamo accettarla. E in ogni caso, se si dovrà scendere in campo, siamo pronti ad adottare quanto prevedono i protocolli che saranno approvati per il calcio dilettantistico ». «Il re è nudo – commenta Gianni Del Mastro, presidente della Alter Palese, seconda in classifica alle spalle del Trinitapoli nel Girone A di Seconda Categoria -. La Figc è l’unica a distinguersi per incapacità decisionale. Il corto circuito è totale e purtroppo coinvolge anche i dilettanti. Non si può solo pensare a denaro e diritti televisivi. Spero che sia l’occasione storica per ribaltare tutto e ripartire dalla condivisione di valori sani ».

«La ripartenza – così la pensa Danilo Dammacco, manager della Vigor Bitritto, 3° posto nel Girone A di Promozione, all’inseguimento di Sly Bari e Manfredonia – sarà macchinosa, con enormi problemi economici e molte defezioni. Si allargheranno le differenze fra coloro, pochi, che troveranno, anche nelle proprie tasche, le risorse necessarie, e tutti gli altri. Questo comporterà un enorme utilizzo di giovani, che sia imposto dalle regole o no ». E il futuro immediato? Del Mastro: «I campionati minori possono riprendere solo se il rischio di contagio sarà zero. Le strutture non offrono garanzie. E i giovani arbitri, ci pensiamo? Vi prego, ridateci la dignità che meritiamo». Frascati: «Qualunque decisione dovrà essere accettata. Purché non si arrivi all’assurdo di annullare la stagione. Questo, no, non avrebbe nessun valore, né sportivo né etico. E, fra l’altro, provocherebbe una pericolosissima disaffezione da parte di quei dirigenti che già oggi faticano, senza sponsor, a reggere l’urto della crisi». Dammacco avanza una proposta: «Passino le prime e playoff per gli altri. Poche partite, a porte chiuse, e garanzia di sicurezza». «Noi stiamo cercando di programmare la ripartenza – scrive Pizzarelli al Governatore del pallone di Puglia -, e attendiamo di conoscere le linee guida che Figc e Governo indicheranno». Il calcio di provincia guarda al futuro con preoccupazione. Ma con fiducia.