Messa in archivio la firma sulle liberatorie e con il campionato ormai destinato ad essere definitivamente cristallizzato, almeno per quel che riguarda la Serie D, la dirigenza del Taranto sta iniziando ad interrogarsi su quello che sarà il prossimo futuro. Il presidente Giove ha un ampio margine di tempo per prendere ogni decisione con il massimo della serenità, ma si cercherà di fare tutto con rigore di logica per non sbagliare vista la stagione deludente che sta per concludersi.

Il primo nodo da sciogliere sarà quello legato al nome del nuovo direttore sportivo. Nonostante Massimo Giove stia comunque conservando un buon rapporto con De Santis, se pur ampiamente raffreddato, secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, starebbe pensando ad una figura giovane e rampante per sostituirlo. Alla base della decisione però ci deve stare la forza di un elemento capace di reggere la pressione della piazza. Per questo l’ipotesi che sta prendendo corpo è quella di Vincenzo De Liguori, ben conosciuto sia dal presidente Giove che dal consulente Galigani. Un dirigente che conosce la piazza di Taranto per averci giocato in diverse annate, vantando anche degli importanti successi. Nei prossimi giorni il primo tifoso ionico proverà a tessere i primi rapporti. In alternativa piace il nome di Fracchiolla, anche se le percentuali di accordo tra le parti sono relativamente basse. Non è nei pensieri di Giove invece il giovane Amodio del Sorrento, differentemente Luca Evangelisti è ancora legato alla Ternana e difficilmente potrà svincolarsi.

Capitolo allenatore. In questi giorni le quotazioni di Panarelli sembravano piuttosto alte, ma l’idea di Giove è quella di puntare su un calcio differente e per questo starebbe pensando all’ipotesi di un clamoroso ritorno di Michele Cazzarò, esonerato alla vigilia della stagione 2018/19. Cazzarò adotta un calcio che si avvicina molto a ciò che il primo tifoso rossoblu vorrebbe realizzare e ha dimostrato in più circostanze di ben sopportare la pressione della piazza. Per questo motivo è finito sul taccuino del presidente, assieme a quello di altri nomi più blasonati come quelli di Calabro, Giacomarro, Parlato e Feola.

Tatticamente sarà un Taranto differente, incline al 4-4-2 come modulo e adatto per esaltare le qualità di alcuni elementi che non si sono bene espressi nello scorso campionato come Genchi in particolare e Leo Guaita, anche per via di alcuni tatticismi vincolati all’utilizzo di D’Agostino. Proprio i nomi dei due ex Potenza assieme a quelli dei due Manzo e Benvenga nutrono buone speranze di riconferma, anche se sono differenti i nomi dell’attuale organico che potrebbero essere confermati.

fonte: notiziariocalcio.com