Gaetano Auteri è stato presentato quest’oggi quale nuovo tecnico del Bari: “Sono onorato di poter far parte di questa famiglia, concetto che mi è già chiaro dopo pochi giorni da quando ci siamo conosciuti. C’è una intenzione comune. Costruire insieme è molto importante. Non c’è un allenatore che possa valere senza un gruppo qualificato e una società alle spalle. Qui c’è sincronia. Ci sono delle responsabilità e ce le prendiamo ben volentieri, ciò che conta è il verdetto del campo, giocheremo le partite per vincerle e per farlo serve curare tanti aspetti. Sono sicuro che costruiremo un gruppo coeso, forte, coerente e determinato“.

Ci saranno cambi radicali nella squadra? Questo è un gruppo forte e di spessore che non ha bisogno di grandi rivoluzioni, chiaramente saranno fatti i dovuti innesti, facendo le giuste valutazioni anche con chi già c’è in rosa. Dopo una delusione si può partire più forti di prima. Non ho preclusioni nei confronti di nessuno, sono abituato a resettare all’inizio di una nuova stagione e confrontarmi solo sul campo. Voglio vedere senso di appartenenza da parte di tutti. Noi siamo il braccio di un progetto che la società ci ha affidato e che non ci fa mancare nulla. Senza fare stravolgimenti. Unico piccolo handicap è che partiamo con leggero ritardo, ma c’è tutto il tempo di recuperare per l’inizio del campionato. Questo è un gruppo che ha già dimostrato di avere spessore e non ha bisogno di grandi cose”.

Bari la mia Serie A? Mi è già capitato di essere vicino al Bari, anche nell’anno nefasto della non iscrizione, ma anche precedentemente. Non mi piace parlare di punti d’arrivo né guardare troppo in avanti, amo badare al concreto e insegnare calcio. Questo è un campionato molto difficile, dove per emergere occorre formare un gruppo coeso che abbia voglia di battagliare e spirito di squadra, oltre all’atteggiamento giusto. In casa e fuori giocheremo sempre con lo stesso atteggiamento, senza presunzione di snobbare qualcuno. Antenucci come lo colloco nel mio calcio? Si tratta di un giocatore di grande spessore che può giocare ovunque nei tre d’attacco che impiegheremo, anche perché non avremo ali classiche, e lui è perfetto per spaziare sul fronte offensivo senza dare punti di riferimento”.