A margine della vittoria interna, per 2 a 1, contro il Castellaneta, abbiamo intercettato ai nostri microfoni il tecnico granata Angelo Corti, con il quale abbiamo analizzato il successo, in rimonta, contro la compagine tarantina e, più in generale, l’ottimo avvio di stagione dei granata. In chiusura, poi , una finestra sul prossimo impegno ufficiale, ovvero l’insidiosa trasferta di Bitritto – in casa della quotatissima Vigor – di domenica 29 settembre.

Mister, fatta eccezione per la proibitiva sfida all’esordio contro la Sly – dove, comunque, si è vista una squadra, la sua, battagliera -, tre vittorie su altrettanti impegni ufficiali tra campionato e Coppa. Si aspettava un inizio così? Può definirsi, alla luce di quanto premesso, il migliore possibile rispetto alle aspettative della vigilia?

«Sicuramente è un inizio sorprendente, nel senso che mi aspettavo delle prestazioni e delle risposte importanti da parte della squadra ma non pensavo si potessero fare questi risultati. Sono piacevolmente stupito e, a tal riguardo, posso dire che stiamo lavorando bene. Il tutto anche, e soprattutto, grazie all’ausilio prezioso del valido staff di cui dispongo. E’ il miglior inizio possibile sicuramente ma restiamo con i piedi per terra perché non abbiamo fatto ancora nulla»

Spostiamoci sulla sfida di domenica in cui, mostrando caparbia e offrendo al contempo un buon gioco, i suoi ragazzi sono riusciti ad avere la meglio sul Castellaneta. Che giudizio da alla prestazione dei suoi?

«Il giudizio è, senz’ombra di dubbio, positivo. Anzi, super positivo. Al cospetto di una compagine attrezzata, forte di giocatori importanti per la categoria e accreditata per le zone nobili della classifica, abbiamo sfoderato una prestazione importante culminata con una vittoria che, pur giunta al 92’, ha premiato, tra le due, la squadra che ha mostrato più voglia di vincere».

A caldo, nell’immediato post partita, ha riflettuto, a microfoni spenti, sui tratti caratteriali della sua squadra cogliendo delle differenze rispetto al passato. Quali segnali, da questo punto di vista, stanno mostrando i ragazzi?

«I segnali sono molto positivi. Sin dall’inizio della preparazione, avevamo messo in chiaro – soprattutto con gli storici- alcuni paletti: avevo bisogno di un cambio di marcia sul piano dell’atteggiamento e devo riscontrare che, ad oggi, c’è stato. Ripeto: siamo solo alla vigilia della quarta giornata, la strada è giusta ma c’è ancora tanto da lavorare. Spero non mi deludano da questo punto di vista»

Concentriamoci sulla prossima sfida. Domenica, alle 17.00, sarete ospiti della Vigor Bitritto, compagine di prima fascia e forte di un organico attrezzato. Che partita dovrà disputare la Rutiglianese per provare ad uscire indenne dallo Scirea?

«Il Bitritto è una grande squadra, costruita bene dal direttore sportivo Dammacco. Hanno, poi, un allenatore come Michele Carella che conosce bene il campionato e, alla luce di questo, la sfida si presenta come proibitiva. Come ho avuto modo di dire alla squadra, però, dobbiamo affrontare questa partita come tutte le altre puntando su temperamento, intensità sul piano agonistico. Solo così possiamo raggiungere il nostro obiettivo. Non avremo, nella fattispecie, le individualità del Bitritto ma possiamo, e dobbiamo, puntare sulla forza del gruppo e l’unione di intenti»

Ulteriori appunti o riflessioni su argomenti non trattati.

«Si, vorrei rimarcare il grande lavoro che sta svolgendo lo staff. Il contributo del prof. Cianci è emerso, incontrastato, domenica scorsa, quando abbiamo premuto il piede sull’acceleratore sino al novantesimo ed oltre a riprova del fatto che siamo in una buona condizione fisica. Poi vorrei menzionare la competenza di Piergianni Gemmati, il cui ausilio in panchina – al mio fianco – si sta rivelando decisivo a conti fatti. Ripeto: profilo basso, lavorare, umiltà e sicuramente potremo toglierci soddisfazioni»