Finisce 2-2 tra Lecce e Cagliari il match valido per la 13° giornata di campionato in programma domenica sera allo stadio “Via del Mare” e rinviato a lunedì pomeriggio a causa del maltempo.
Una partita giocata su un terreno reso pesante dalla pioggia battente e che ha visto il Lecce correre e attaccare per oltre 90 minuti alla ricerca di un pareggio che alla fin dei conti ci sta tutto. Dall’ altra parte si è visto un Cagliari più cinico e pronto a sfruttare le occasioni e le distrazioni avversarie che hanno portato prima al calcio di rigore realizzato da Joao Pedro, assegnato per fallo di mano di La Mantia, e dal mezzo svarione di Tabanelli che ha consegnato a Naingollan la palla per il 2-0. A quel punto la partita è cambiata, grazie anche all’ ingresso di Farias il quale ha creato scompiglio nella retroguardia avversaria. Il 2-1 infatti è frutto di un’ azione iniziata proprio dall’ ex cagliaritano il quale trova prima la respinta di Olsen e sul successivo colpo di testa di La Mantia il difensore sardo Cacciatore si immortala in una parata deviando di mano il tiro dell’ attaccante leccese e provocando così il penalty trasformato poi con freddezza da Lapadula. Proprio in questa circostanza il portiere svedese del Cagliari si rende protagonista di un’ autentica aggressione ai danni di Lapadula, strattonandolo e facendolo cadere al suolo. L’ arbitro opta per l’ espulsione di entrambi, forse in maniera troppo severa ed eccessiva nei confronti del leccese. Ma non è ancora finita perchè al 91′ minuto Tachtsidis vede libero Calderoni e il terzino giallorosso lascia partire un sinistro che batte Rafael e fa esplodere di gioia i tifosi presenti sugli spalti.
Un Lecce vivo, che ha dimostrato di essere più forte delle avversità e del maltempo, riesce a recuperare una partita che sembrava compromessa, conquistando un punto preziosissimo verso la strada della salvezza. Certo l’ appuntamento con la prima vittoria in casa è ancora rimandato ma per ora va bene così perchè parafrasando il comandante Ernesto Che Guevara “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.

Danilo Sandalo