Il mantra della la fase-2, quella della convivenza con il Coronavirus, è mantenere le distanze di sicurezza.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto più volte riferimento al distanziamento sociale nella conferenza stampa tenuta ieri sera, al fine di spiegare le strategie per una ripresa graduale del sistema Paese, fissata per il 4 Maggio.

Il presidente del Consiglio ha spiegato come dal 4 Maggio sarà possibile fare sport all’aperto e riprendere gli allenamenti, anche nei centri sportivi, ma solo per gli atleti di discipline individuali e con il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Venendo al calcio, ed in generale agli altri sport di squadra, il premier ha annunciato che gli allenamenti delle società professionistiche riprenderanno dal 18 maggio e che “sulla ripresa del campionato proseguirà il tavolo col ministro Spadafora nei prossimi giorni, siamo tutti tifosi ma dobbiamo tutelare in maniera scrupolosa la salute dei nostri beniamini”.

Nessun riferimento, quindi, ai campionati semiprofessionisti (Serie D) e dilettantistici. Una svista che per il momento lascia nel limbo il dilettantismo, un mondo che rappresenta il 95% del calcio italiano.

La querelle dilettanti passerà nelle mani di Spadafora? Oppure,  nonostante il silenzio sul punto del premier, verrà regolata anche l’attività dei non professionisti col d.p.c.m  che entrerà in vigore dal 4 maggio?

Ed ancora, sotto il profilo economico, al di là del già previsto bonus individuale per i collaboratori sportivi, estese anche agli istruttori di palestre e custodi delle strutture sportive, quali misure verranno adottate per evitare il tracollo delle società del settore dilettantistico, giovanile e scolastico?

In questo quadro di incertezza il ministro Spadafora ha mostrato perplessità sull’efficacia degli esosi protocolli FIGC per la ripresa degli allenamenti professionistici (ne abbiamo parlato qui: Spadafora: protocolli per la ripresa insufficienti ).

A questo proposito, sempre più concreta è  la possibilità che il povero sistema dilettantistico possa decidere di fermarsi definitivamente.

I campionati dalla Serie D in giù viaggiano sempre più velocemente verso la sospensione definitiva.

All’orizzonte, però, si staglia un altro problema: format dei campionati, promozioni e  retrocessioni.