La querelle Bisceglie-Cerignola, nata successivamente alla riammissione in C della prima e al mancato ripescaggio della seconda, è ben lontana dall’avere una fine.
I gialloblu del presidente Grieco sono letteralmente infuriati con Ghirelli (addirittura il presidente ofantino vuole denunciarlo) per una presunta disparità di trattamenti tra loro e i nerazzurri biscegliesi.
A versare benzina sul fuoco ci pensa l’ingegnere Domenico Lapolla, ex arbitro FIGC, che ha tracciato un inquietante spaccato sulla non agibilità del Ventura, lo stadio del Bisceglie. A quanto riferito da Lapolla, l’impianto riscontra diverse e pericolose carenze strutturali, come balaustre pericolanti, gradoni lesionati, cavi elettrici penzolanti dalle torri faro e sospesi nel vuoto, manto erboso secco e ingiallito. Queste rivelazioni sarebbero state girate dallo stesso Lapolla soltanto tre giorni fa a Ghirelli, ma quest’ultimo avrebbe fatto orecchie da mercante, invitando il Bisceglie (ma non il Cerignola) alla compilazione dei calendari di C.

A Cerignola monta la protesta, non solo per il fatto di non essere stati ripescati, ma anche perché il Bisceglie a questo punto non sembrerebbe avere tutti i requisiti richiesti dalla Lega. Tra i capopopolo della rivolta troviamo il presidente Grieco e il sindaco Metta, che si dicono delusi e defraudati. I tifosi, solo qualche giorno fa avevano festeggiato una storica promozione in Lega Pro, e adesso si ritrovano de facto a dover assistere a un altro campionato di D. Sui profili social dei cicognini continua a campeggiare lo slogan “Noi C siamo”, mentre invece è Metta a pubblicare foto sia del Ventura che del Monterisi, mettendo in evidenza le differenze tra i due impianti, soprattutto per quanto riguarda illuminazione e manto erboso.

Probabilmente ne sapremo di più il 29 luglio, giorno in cui si avranno le risposte definitive dalla FIGC. Fino ad allora aspettiamoci ancora tanta rabbia, in quel di Cerignola.