Il Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare presieduto da Cesare Mastrocola ha sanzionato su segnalazione della CO.VI.SO.C. 5 società di Lega Pro per diverse violazioni di natura amministrativa.

Il TFN ha inflitto 26 punti di penalizzazione e un’ammenda di 6000 euro al Matera (Serie C – Girone C), 4 punti di penalizzazione e un’ammenda di 1000 euro a Cuneo e Pro Piacenza (Serie C – Girone A), 2 punti di penalizzazione a un’ammenda di 1000 euro al Rieti (Serie C – Girone C) e 2 punti di penalizzazione alla Reggina (Serie C – Girone C). È stata invece prosciolta dagli addebiti contestati la Pistoiese (Serie C – Girone A).

Per quanto riguarda la penalizzazione record del Matera, si tratta di due diversi deferimenti, che hanno portato rispettivamente 14 e 12 punti di penalizzazione ciascuno, dopo una prima penalizzazione di 6 punti. Una situazione sempre più complessa per la società della Basilicata, dopo i problemi societari.

Motivo che ha portato allo sciopero dei calciatori del Matera, indetto anche per la giornata del 3 febbraio, in una situazione che i giocatori, insieme all’AIC, ha denunciato già a partire dal 20 dicembre in un primo comunicato, a cui sono seguiti altri 5 comunicati ufficiali della rosa e delll’assocalciatori. “La società continua a non corrispondere le retribuzioni dovute ai calciatori sin dallo scorso settembre 2018, con altrettanto dileggio delle regole federali persiste nella volontaria scelta di non adempiere a quanto previsto dal C.U. n. 62/CFA del 7 gennaio 2019, che le imponeva la sostituzione della inidonea fideiussione FINWORLD S.p.a., depositata all’atto dell’iscrizione al Campionato 2018/2019, trincerandosi dietro giochi di parole, perennemente smentiti dagli Organi Federali competenti”, si legge nel comunicato del 25 gennaio.

“A ciò si aggiunga che, in spregio alle regole lavoristiche e ai diritti costituzionalmente garantiti ai propri calciatori, la Società persiste, come avvenuto nella giornata di domenica 20 gennaio, nella inopinata scelta di sostituire i lavoratori in sciopero con i tesserati del settore giovanile e, in particolar modo, con atleti minorenni, dimostrando il totale disinteresse – e ciò anche da parte dei tutori legali dei minori e dei responsabili del settore giovanile del sodalizio – anche per la tutela della salute dei giovani coinvolti, non essendo evidentemente chiare le conseguenze dell’assenza di coperture previdenziali per i giovani”.