Quando i tifosi del Foggia leggono il nome di Umberto Del Core, non possono che pensare a quella stagione 2002-2003, quando i rossoneri, guidati in panchina da Pasquale Marino, vinsero il campionato di C-2, ottenendo la promozione in terza serie.

Di quel Foggia Umberto Del Core fu recordman di presenze (33) e di gol (18) in stagione. In rossonero Del Core ha giocato nel biennio 2002-2004 e nella stagione del ritorno 2007-2008.  L’attaccante ha parlato degli anni vissuti in capitana in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, di cui vi proponiamo i tratti salienti.

Con i Satanelli Del Core ha realizzato 53 gol in 130 presenze, tanto da entrare nella top five di sempre dei cannonieri rossoneri:  «Ne vado fiero. Il Foggia mi ha dato tanto, io mi sono sempre impegnato al massimo. E’ stata un’esperienza eccezionale, nonostante alcune delusioni, che fanno parte dello sport. Anni impossibili da dimenticare, ricordi che custodisco con affetto».

Sul Foggia in D: «Purtroppo accade spesso, in particolare in realtà del Sud, anche blasonate, che ci siano dei fallimenti. Avviene perché il più delle volte non ci sono società serie al comando, che fanno le cose per bene. Ne ho vissute anche io di esperienze negative del genere, di cui ho pagato le conseguenze».

Sulla ripresa: «Credo che si dovrebbe ricominciare a settembre.
Per prudenza, buon senso, rispetto dei morti e di chi ha perso i propri cari. Non va sottovalutato il rischio dei contagi di
ritorno. Il Foggia è secondo e va ammesso alla terza serie. Senza neanche starci a pensare. Chi più del Foggia può avere diritto ad
essere ripescato in C? Non c’è nemmeno da discuterne».

Sulla stagione della promozione: “Stagione memorabile, la più bella vissuta a Foggia. Segnai 19 gol quell’anno. Festa meravigliosa al “Flaminio”, e poi a Foggia».

Sulle delusioni più grandi: «I due play-off persi, in C2 col Paternò e in C1 con la Cremonese. Mai sconfitti in quelle quattro sfide, ma i pareggi non bastarono per la posizione in classifica». 

Chiusura sui 100 anni del Foggia: «Una squadra che ha tifosi eccezionali, davvero il 12.mo uomo in campo. Sono orgoglioso
di aver fatto parte di questa storia, che mi ha regalato emozioni uniche».