Neanche il più fervido ottimista avrebbe pensato di affrontare un’analisi così impietosa dopo la gara vista sabato 27 giugno sul terreno amico del Gustavo Ventura. Eppure continua ancora a sperare, in un miracolo o meglio dire un’impresa per poter dare un pieno senso alla stagione agonistica vissuta con premesse forti e scoppiate immediatamente come in una bolla di sapone.

Seppur temerario il Bisceglie visto in campo con la Sicula Leonzio ha mostrato, al netto della sfortuna ancora patita come non mai quest’anno, limiti caratteriali più che tecnici, dove a far da padrona sono prevalse paura e fretta. Non è un errore nell’assetto tattico, ben disposto il 3-5-2 di mister Mancini soprattutto nel primo tempo, ma è il bagagliaio tecnico portato con sé ed agganciato male che forse ha tradito in questa occasione: alcuni errori nello schieramento, si prospettava la presenza di elementi esperti e audaci come Trovade e Ungaro mentre ci si è trovati in campo Abonckelet centrale di centrocampo e Diallo terzo difensore centrale, sono stati forse fondamentali a cospetto di una formazione avversaria che ha giocato a memoria con ottima organizzazione e che sembra aver ripreso bene le fila del discorso sospese tre mesi fa causa quarantena forzata.

Le due traverse, colpite al ventunesimo da Abonckelet e alla mezz’ora esatta da Zibert gridano ancora vendetta e rappresentano appieno lo specchio del campionato 2019/2020 dell’A.S. Bisceglie: potresti fare di più ma se il destino e fattori esterni ci si mettono contro non si può sperare tanto.

Per il principio del gol sbagliato gol subito al trentaquattresimo è giunto il gol dei bianconeri su ripartenza immediata dalla mediana dove Bariti ha potuto avviare la propria percussione in piena area: statica la difesa in questo caso con Hristov sbilanciato che non ha potuto chiudere sul numero quattordici lentinese nell’immediato lasciandoselo sfilare. Bariti ha avuto così tempo di convergere e aggiustare la flebile mira, facendo oltrepassare addirittura il pallone fra le gambe del sempre reattivo Casadei.

Su chi sperava in una verve offensiva di alto spessore è rimato deluso: Gatto attivo ma isolato ed Ebagua evanescente che non hanno avuto neanche ghiottonerie con l’inserimento di Dellino e Trovade per irrobustire l’attacco nella ripresa: l’unico spunto degno di nota è del settantunesimo di gioco con l’ottimo break dell’ex Torino, Como e Catania per lo stesso giovane Dellino che a tu per tu con Fasan, efficace sostituto di Adamonis, ha perso il tempo controllando male il pallone e facendoselo scivolare.

L’arrembaggio nerazzurro stellato non ha sortito alcun effetto nei successivi minuti con una stanchezza mentale sovrastante ed un nervosismo in aumento per il non aver potuto ristabilire l’equilibrio molto tempo prima. Vito Grieco col passare dei minuti ha così permesso ai suoi uomini di assumere un atteggiamento cauto trasformando il proprio 4-3-3 in 4-4-1-1 per poter bloccare il forcing dei padroni di casa e accontentandosi del massimo risultato con il minimo sforzo. Nel finale da segnalare un tiro alla viva il parroco griffato Petris, dal vertice basso dell’area di rigore, e l’espulsione insensata di Scardina a trenta secondi dal fischio finale per una dura gomitata a gioco lontano sullo stesso laterale francese.

Servirà veramente l’impresa sportiva per gli stellati cari al presidente Nicola Canonico martedì 30 giugno presso l’impianto “Sicula Stadium-Angelino Nobile” di Lentini ma i siciliani possono dormire adesso sono un po’ più tranquilli già da oggi per aver a disposizione addirittura anche la sconfitta, seppur di misura, allo scopo di far prevalere la salvezza grazie al miglior piazzamento in campionato.

BISCEGLIE-SICULA LEONZIO 0-1

Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 2 Diallo, 10 Gatto (dall’85° 4 Nacci), 11 Rafetraniaina, 13 Ebagua, 16 Abonckelet (dal 60° 29 Trovade), 18 Romani (dal 69° 7 Dellino), 19 Karkalis, 25 Hristov, 30 Zibert (dall’85° 17 Longo), 31 Petris. Allenatore: Gianfranco Mancini. A disposizione: 12 Messina, 6 Mastrippolito, 15 Cardamone, 20 Joao Silva, 21 Turi, 24 Ungaro, 27 Ferrante, 32 Sapri.
Sicula Leonzio (3-5-2): 22 Fasan, 26 Ferrara, 25 Bachini, 19 Sosa, 13 Parisi (dal 74° 17 Lia), 14 Bariti (dall’84° 3 Sabatino), 30 Bucolo, 23 Palermo, 9 Catania (dall’84° 7 Grillo), 5 Provenzano (dal 66° 20 Maimone), 32 Facundo Lescano (dal 75° 11 Scardina). Allenatore: Vito Grieco. A disposizione: 12 Governali, 15 Ferrini, 21 Tafa, 4 Sicurella, 24 Reale, 33 Amata.
Arbitro: Cristian Cudini di Fermo.
Assistenti: Claudio Gualtieri di Asti, Tiziana Trasciatti di Foligno.
Quarto uomo: Valerio Maranesi di Ciampino.
Rete: 33° Bariti.
Note: gara a porte chiuse. Ammoniti: 22° Petris per gioco scorretto, 61° Romani per gioco scorretto, 71° Trovade per gioco scorretto, 73° Dellino per gioco scorretto; 37° Parisi per gioco scorretto. Espulso Scardina al 93° per gioco scorretto. Calci d’angolo: 5-5. Recupero: primo tempo nessuno; secondo tempo 4 minuti.

Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Sara Angiolino per la foto)