La situazione in classifica è precaria ma non disastrosa; la caccia all’uomo è decisamente aberrante con insulti e lamentele di ogni tipo al tal punto che anche gli uomini forti alla fine possono cedere e alzare bandiera bianca.

Ed è così capitato anche al presidente del Bisceglie calcio Nicola Canonico proprio all’indomani della sconfitta interna con la Virtus Francavilla, la quale ha fatto precipitare la squadra in piena zona playout. Queste le sue parole riportate su un comunicato stampa ufficiale appena pervenuto:

«È doveroso, a questo punto, mettere a conoscenza tutti voi degli accadimenti deplorevoli che il sottoscritto, presidente dell’A.S. Bisceglie calcio, ha dovuto subire sin dall’inizio del campionato in corso. Già alla quarta giornata, ancor prima della gara, sul cancello del passo carrabile adibito all’ingresso di calciatori e tesserati dello stadio “Gustavo Ventura”, mi sono ritrovato a leggere la scritta (con bomboletta spray) “Canonico infame”.

Dopo il match, perso 3-0 col Potenza secondo in classifica, insoddisfatto per la prestazione della mia squadra, mentre mi accingevo a raggiungere il parcheggio interno dello stadio cinque minuti prima del fischio finale, mi sono ritrovato bersaglio unico di parolacce e insulti, proferiti da una parte della gradinata, in particolare dai sostenitori del gruppo “Vecchia guardia”.

Alla sesta giornata, in occasione dell’incontro casalingo con la Casertana terminato 0-0, è stato preso di mira mio figlio Emanuele, ancora con offese e ingiurie.

In occasione della partita con la Ternana (seconda in classifica alla decima giornata), che si è conclusa 0-1, nonostante non fossi presente in tribuna per impegni lavorativi inderogabili, sono stato ancora una volta vittima di insulti e cori offensivi da parte di alcuni “sostenitori” in gradinata.

L’ultimo atto di questi comportamenti irriguardosi nei confronti miei e della mia famiglia è avvenuto domenica 27 ottobre, alla fine della sfida con la Virtus Francavilla, persa 0-1. Già durante i minuti finali il leitmotiv della “Vecchia Guardia” è stato intonare il coro “Canonico bastardo”, oltre ai successivi insulti proseguiti fino all’abbandono, da parte mia, dell’impianto sportivo.

Contestare è legittimo ma insultare pesantemente no!

Ho accettato con rammarico la civile contestazione da parte dei ragazzi del gruppo organizzato “Ultras Bisceglie”, che durante i minuti finali dell’incontro di domenica ha ammainato bandiere e striscioni abbandonando in segno di protesta la gradinata, dando segno, tra l’altro, di una maturità e di una sportività da cui il gruppo “Vecchia Guardia” e qualche altro fido sostenitore dovrebbero prendere esempio,

Evidentemente dissapori e malumori venutosi a creare tra alcuni sostenitori e il sottoscritto, per alcuni avvenimenti del passato, non sono stati messi da parte, nonostante le mie pubbliche scuse proferite in estate durante la presentazione della squadra e divulgate anche precedentemente a mezzo stampa.

«Il sindaco e l’amministrazione non hanno mantenuto le promesse»

«Altro capitolo degno di nota sono le promesse non mantenute da parte del sindaco Angarano e dell’amministrazione comunale di Bisceglie, prima nei confronti della nostra società e poi nella mancata manutenzione del “Gustavo Ventura”.

Dopo tutto il calvario passato per ottenere la riammissione del Bisceglie calcio in serie C, l’impianto sportivo, dopo i lavori iniziali di potenziamento dell’impianto d’illuminazione e l’apposizione di nuovi seggiolini numerati (come da direttive Lega Pro per l’omologazione della struttura e l’ottenimento dell’idoneità ad ospitare incontri di serie C), è stato praticamente abbandonato e dimenticato.L’integrazione nel settore gradinata di ulteriori 600 seggiolini dopo la posa dei 905 iniziali non è stata mai portata a termine. Questo ha determinato l’impossibilità di poter ospitare altri tifosi e sostenitori oltre ad aver creato un danno economico per le casse societarie, derivante dal numero limitato di biglietti disponibili e vendibili rispetto alla capienza originale e prevista dello stadio.
Inoltre, in merito ai punti bar all’interno dell’impianto, dato che il comune di Bisceglie non ha indetto una gara di appalto per l’assegnazione degli esercizi commerciali per la vendita di bevande, è doveroso evidenziare che per sopperire a questa difficoltà, il sottoscritto si è fatto carico per ben tre gare casalinghe dell’acquisto di duemila bottigliette per evitare che nell’impianto potesse mancare acqua potabile per tifosi ed ospiti, e comunque, nonostante tutto non è mancata la contestazione!

Un’altra menzione la merita il manto erboso del campo, ai limiti della praticabilità, duro e con l’impianto d’irrigazione guasto; un terreno di gioco su cui risulta davvero difficoltoso giocare a calcio e soprattutto catalizzatore di probabili infortuni e affaticamenti muscolari.

Promesse disattese, telefonate senza risposta, menefreghismo e mutismo generale dopo le molteplici sollecitazioni, ma dell’amministrazione comunale non c’è stata più traccia assieme all’ultima promessa nei confronti del settore giovanile del Bisceglie, ovvero quella di far giocare gli incontri interni di Under 15, Under 17 e Berretti al “Francesco Di Liddo”. L’ennesima promessa trascurata ci ha portato a dover organizzare allenamenti e gare ufficiali dei ragazzi presso al Capirro Sport Village di Trani.

Alla luce di questi avvenimenti, di continue contestazioni e dello scarso rendimento da parte di alcuni giocatori della rosa (arrivati qui a Bisceglie con un palmares invidiabile), quali ulteriori colpe posso assumermi? Non voglio cercare attenuanti, ma anche l’indisponibilità per infortunio di alcune pedine importanti, prestazioni al di sotto delle aspettative, eventi sfortunati e mancanza di tempo per l’ambientamento al calcio italiano degli stranieri, hanno inficiato prestazioni e risultati sportivi.

«È la fine di questo tormentato “amore sportivo”. Mi dimetto»

Sono profondamente rammaricato ma anche esausto.
Dopo quasi 9 anni di passione e dedizione per i colori nerazzurrostellati credo che sia arrivato il momento di porre la parola fine a questo tormentato “amore sportivo”. C’è stata poca pazienza da parte di tutti, motivo per cui rassegno le mie dimissioni in qualità di patron e presidente dell’A.S. Bisceglie. A questa decisione, segue rigoroso silenzio stampa da parte di tutti i tesserati e comunque di tutti i collaboratori della società.

Lascio, quindi, un patrimonio nelle mani dei dirigenti biscegliesi, una società senza debiti, un club iscritto in serie C e spero anche con tutto il mio cuore che venga individuata una persona o un imprenditore in grado di portare avanti la gloriosa storia calcistica della vecchia “Stella del Sud”. Non pretendo denaro, pur avendone investito tantissimo, ma solo che venga sostituita la fideiussione posta a garanzia per l’iscrizione della squadra al campionato. Chiunque rilevi la società potrà attingere dal mercato degli svincolati e magari investire nel calciomercato invernale per poter raggiungere la tanto agognata salvezza.
In caso di malaugurata assenza di soggetti disposti a rilevare la squadra, voglio rassicurare i veri tifosi e gli appassionati neroazzurro-stellati, che la squadra A.S. Bisceglie Calcio porterà a termine il campionato in corso in autogestione, precisando, fin da oggi, tuttavia, che non sarà comunque effettuata alcuna iscrizione al prossimo campionato».

Bartolomeo Pasquale