La squalifica di Corda è pesantissima per un tecnico abituato al confronto costante con i suoi calciatori, anche a partita in atto

Il giochino della grinta, della determinazione e del disturbo ad ogni costo all’avversario, a qualsiasi prezzo, non paga più. Ormai lo conoscono tutti, lo evitano in campo ed è diventata un’arma a doppio taglio per il Foggia, ampiamente studiato e “regolato” dagli avversari. E fioccano espulsioni e squalifiche, un record quelle di questa stagione per i satanelli. Non funziona più neanche fuori dal campo. Il tecnico rossonero, Ninni Corda è stato squalificato per quattro giornate, reo di aver affrontato l’arbitro nel tunnel degli spogliatoi, “petto a petto”, si legge nel comunicato del giudice sportivo. Lascerà da sola la squadra come ha già fatto in altre occasioni quest’anno, visto che è alla terza espulsione, la seconda nel tunnel degli spogliatoi. E solo lui sa quanto sia importante essere vicino anche materialmente alla squadra, sul manto verde per intenderci, visto il modo in cui ha impostato il tutto. In pieno stile condottiero. Più che un campionato di calcio sembra una guerra dove facilmente si passa di battaglia in battaglia, dalle quattro giornate di Anelli, a quelle di Campagna, di Tedesco ed ora di Corda. Tutte per una reazione. Che poi, cosa potesse volere domenica scorsa il tecnico rossonero dall’arbitro non è dato saperlo, visto che la gara l’ha ampiamente persa lui stesso con le proprie scelte e il proprio atteggiamento. Domenica prossima il Foggia ha una gara delicata, dovrà giocarla senza condottiero, chissà come reagiranno i suoi prodi.

Fabio Lattuchella