Il 4 giugno dovrebbe essere il giorno della verità per il Nardò, che dopo l’ultimo consiglio direttivo rischia la retrocessione in Eccellenza. Per fare il punto della situazione, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva il patron dei granata, l’avvocato Salvatore Donadei.

Presidente, sono giorni di attesa…
“Sono giorni di attesa e c’è molta tensione, ma sono anche giorni di lavoro. Come ho già detto e ripetuto, niente verrà lasciato al caso. Si lavora su più fronti per fare in modo che il 4 giugno l’inaccettabile e antisportiva proposta possa non arrivare sul tavolo del Consiglio Federale. Stiamo lavorando tutti, comprese le altre trenta società nella nostra condizione, per avere tutti gli elementi giusti affinché non avvenga la ratifica. Quindi giorni di attesa sì, ma anche di grande lavoro. E ci tengo a sottolineare una cosa…”.

Prego.
“Oggi ricorre un anniversario molto importante. Era il 1966 e allo stadio Flaminio si disputava Nardò-Savoia, spareggio in finale unica e centrammo una storica salvezza in C. E fa un certo effetto ricordarlo in queste ore, quando nel frattempo si propone la nostra retrocessione in questo modo, senza tener conto di niente e nessuno. Ci furono pullman provenienti dalla Germania, una cornice di pubblico fantastica: Nardò è tutto questo. Stride la proposta con tutti i valori sportivi, ma anche con storia e blasone”.

Avete sentito qualcuno della LND?
“Purtroppo si sono sempre espressi allo stesso modo, dicendo che chi non è d’accodo può fare ricorso. Loro sono granitici, c’è ben poco da dire o fare. Qui in pochi stanno parlando di questa proposta della Lega, ma credo ci siano stati anche dei passaggi attraverso i presidenti regionali e ancor prima con quelli interregionali, con figure e rappresentanti votati dalle società e che avrebbero dovuto tutelare le società. Risulta che questa proposta sia partita da lì, nessuno ne ha parlato ed è gravissimo. Ho anche avuto una lunga telefonata con Tisci dopo la lettera in cui descrivevo la situazione e richiamavo principi giuridici. E devo dire che non è rimasto insensibile”.

Se le cose non dovessero andare come il presidente Donadei si aspetta?
“Le vie sono già tracciate. Abbiamo individuato anche un pool di avvocati. Se il consiglio Federale dovesse ratificare quelle proposte, dal 5 mattina saremo a lavoro per ricorrere al CONI. E ancora al TAR. Di sicuro non ci fermeremo dinanzi a nulla. Mi parlano di ripescaggi e noi faremo di tutto, ma è l’ultima delle possibilità, anche perché non sono stati nemmeno resi noti i criteri e sappiamo benissimo che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, purtroppo le istituzioni sportive possono fare ciò che vogliono. Ma noi non ci arrendiamo”.