Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili. Che non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano, come canta Venditti. La lunga storia d’amore tra Foggia e il Giro d’Italia ricomincia dopo più di vent’anni in cui il fuoco covava sotto la cenere. Domani il ritorno di fiamma. La carovana rosa sarà nel capoluogo dauno a 22 anni dall’ultima volta, per dare il via alla frazione Foggia-Guardia Sanframondi, ottava tappa (l‘unica al Sud) della più importante competizione ciclistica nazionale.
Ultime ore di attesa e preparativi. La città si appresta a vivere una mattinata di festa, senza dimenticare che si è ancora in piena pandemia da coronavirus, e dunque si potrà assistere all’evento ed accedere al villaggio commerciale che verrà allestito all’interno della villa comunale ma in forma contingentata, rispettando le distanze, utilizzando i dispositivi di protezione individuale.

Strade interdette al traffico, scuole chiuse. Idem negozi e distributori di carburante in via Lucera e via Altamura. Nastri rosa lungo il percorso. Foggia riabbraccia i campioni del ciclismo. Bernal, Nibali, Pozzovivo, Sagan, Ewan, Yates, Nizzolo, Viviani, Ganna.
L’edizione numero 104 del Giro è iniziata l’8 maggio scorso con la cronometro di Torino e si concluderà con un’altra prova contro il tempo, in programma il 30 maggio a Milano. Ventuno tappe, più di 180 ciclisti in gara, appartenenti ad oltre 30 nazioni. Ventitré le squadre partecipanti. In tre settimane quasi 3.500 chilometri lungo lo Stivale, dislivello complessivo pari a 47mila metri.

Domani, da Foggia, la carovana rosa procederà verso il Sannio, per raggiungere Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento. Livello di difficoltà medio-alto, fra salite e tratti in discesa. Centosettanta i chilometri da percorrere. Partenza prevista in tarda mattinata, tra le 12 e le 13, dal pronao della Villa comunale, in piazza Cavour. I ciclisti percorreranno via Lanza, piazza Giordano, corso Cairoli, piazza XX Settembre, corso Garibaldi, via Fuiani, piazza Aldo Moro, viale Giotto, via Altamura, via Lucera, per poi lasciare la città. Ieri e oggi visite guidate nel centro storico, promosse dal Comune, per sensibilizzare la comunità all’uso della bicicletta. Ciclisti e squadre arriveranno a Foggia stasera. Una boccata d’ossigeno per le strutture ricettive del territorio. L’ultima volta, nel ‘99, il capoluogo dauno fu sia arrivo di una tappa che partenza della frazione successiva.

A Foggia e nel resto della provincia il Giro è di casa, da sempre. L’anno scorso la Rai inquadrò i meravigliosi paesaggi del Gargano. Fin dalle prime edizioni le nostre strade sono state percorse dai giganti della bicicletta: come Bartali, che nel ‘47, dopo la tappa Bari-Foggia scappò dal ritiro per incontrare Padre Pio; Coppi; Moser; Pantani. «Senza le restrizioni anti-Covid sarebbe stato un bagno di folla, ma sarà comunque una grande festa – sottolinea Domenico Di Molfetta, responsabile del comitato organizzatore della tappa -. E’ una grande opportunità che abbiamo per dare in tutto il mondo un’immagine diversa della nostra città. Un evento che idealmente segna, per la nostra comunità, la ripartenza dello sport, dopo il lungo stop».
Poche ore ancora, poi ci sarà l’abbraccio tra Foggia e il Giro. Storia di un amore mai sopito, pronto a risvegliarsi nel segno di uno sport che resta una meravigliosa metafora della vita.

La Gazzetta del Mezzogiorno